POLIZIA URBANA

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COMUNE DI TREVISO
– REGOLAMENTI –

POLIZIA URBANA

Regolamento di polizia urbana

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI. 3

Art. 1 – Disciplina dei servizi di polizia urbana. 3

Art. 2 – Direzione ed esecuzione dei servizi di polizia urbana. 3

Art. 3 – Richiesta e rilascio di concessioni – autorizzazioni ed altri titoli 4

Art. 4 – Ostensibilità e validità dei titoli 5

Art. 5 – Sospensione – revoca e decadenza dei titoli 5

TITOLO II – OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO O PRIVATO APERTO AL PUBBLICO TRANSITO. 5

Art. 6 – Divieto di occupare il suolo. 5

Art. 7 – Domande per l’occupazione del suolo. 6

Art. 8 – Occupazioni permanenti e temporanee. 6

Art. 9 – Concessioni per occupazioni permanenti di suolo pubblico. 6

Art. 10 – Occupazione di suolo pubblico per l’esercizio del commercio ambulante. 6

Art. 11 – Occupazione di suolo pubblico o soggetto al pubblico transito per lavori edili e di manutenzione. 6

Art. 12 – Occupazione di suolo pubblico – diniego. 6

Art. 13 – Divieti ed obblighi per i titolari di autorizzazioni o concessioni per l’occupazione del suolo. 7

Art. 14 – Installazione di tende solari 7

Art. 15 – Installazione di insegne, targhe, vetrine, manifesti, striscioni pubblicitari 8

Art. 16 – Collocamento di tavoli, sedie, piante ornamentali, merci o altro. 8

Art. 17 – Esposizione di derrate all’esterno dei negozi 8

TITOLO III – NETTEZZA, DECORO E ORDINE DEL CENTRO ABITATO. 8

Art. 18 – Disposizioni generali 8

Art. 19 – Pulizia delle aree date in concessione e delle aree antistanti i negozi e gli esercizi pubblici 9

Art. 20 – Cura e manutenzione di scarpate e fossi, estirpamento dell’erba e cura delle siepi e piante. 9

Art. 21 – Atti contrari al decoro e alla decenza. 9

Art. 22 – Manutenzione degli edifici 9

Art. 23 – Deturpamento di edifici pubblici e privati 10

Art. 24 – Distribuzione di manifesti 10

Art. 25 – Cartelli, iscrizioni, targhe, proiezioni e notiziari luminosi 10

Art. 26 – Lavori e attività artigianali sul suolo pubblico. 10

Art. 27- Lavatura ed esposizione di biancheria e panni 10

Art. 28 – Battitura di panni e tappeti 11

Art. 29 – Pulizia di anditi, vetrine, negozi, esercizi e abitazioni 11

Art. 30 – Manutenzione ed uso degli scarichi pubblici e privati 11

Art. 31 – Deposito e asporto dei rifiuti solidi urbani 11

Art. 32 – Trasporto di letame, materiale di espurgo e cose maleodoranti, concimazione di terreni 11

Art. 33 – Trasporto di materiali di facile dispersione. 12

Art. 34 – Sgombero della neve e delle formazioni di ghiaccio. 12

Art. 35 – Scarico di residui di costruzioni e riparazioni 13

Art. 36 – Emissioni di fumo ed esalazioni – polvere. 13

Art. 37 – Altri atti vietati 13

Art. 37 bis – Consumo di bevande alcoliche. 15

Art. 37 ter – Divieto di stazionamento lesivo del diritto di circolazione. 15

Art. 37 quater – Ordine di allontanamento. 16

Art. 37 quinquies – Misure per la tutela della vivibilità urbana e contro il degrado del territorio. 16

Art. 38 – Caravan, autocaravan, tende, carri abitazione e accampamenti 17

TITOLO IV – QUIETE E SICUREZZA NEL CENTRO ABITATO. 17

Art. 39 – Disposizioni di carattere generale. 17

Art. 39 bis – Servizi di pubblico interesse. 17

Art. 40 – Cortei, cerimonie, riunioni e manifestazioni 18

Art. 41 – Custodia e detenzione di cani o di altri animali 18

Art. 42 – Circolazione dei cani in luoghi pubblici o aperti al pubblico. 18

Art. 43 – Cattura dei cani e di altri animali 19

Art. 44 – Tutela degli animali 19

Art. 44 bis. 19

Art. 44 ter 19

Art. 44 quater 19

Art. 45 – Rumori o suoni nelle abitazioni o in altri locali 19

Art. 46 – Impianto e uso di macchinari 20

Art. 47 – Segnalazioni sonore, sirene e campane. 20

Art. 48 – Dispositivi sonori di allarme. 20

Art. 49 – Attività rumorose vietate. 20

Art. 50 – Attività professionali rumorose e incomode. 21

Art. 51 – Rilevamento e repressione delle attività rumorose. 21

Art. 52 – Artisti di strada, mestieri girovaghi con connotazione artistica. 21

Art. 52 bis – Mestieri girovaghi 23

Art. 53 – Trasporto di oggetti 23

Art. 54 – Circolazione e trasporto di animali pericolosi 24

Art. 55 – Deposito di cicli, carrozzelle, carriole. 24

Art. 56 – Rovinio di parti o accessori di fabbricati 24

Art. 57 – Collocamento di oggetti di ornamento e di cose mobili in luoghi privati 24

Art. 58 – Protezioni in occasione di lavori 24

Art. 59 – Protezione di pozzi, cisterne, scavi, cave e fosse. 25

Art. 60 – Apertura di botole e chiusini 25

Art. 61 – Pitture e verniciature fresche. 25

Art. 62 – Esposizioni 25

Art. 63 – Installazione di tralicci, gru ed altri impianti di sollevamento. 25

Art. 63 bis – Disposizioni su cantieri edili 25

Art. 64 – Carichi sospesi 26

Art. 65 – Recinzioni 26

Art. 66 – Luminarie e cavi elettrici 26

Art. 67 – Uso e manomissione di segnali 27

Art. 68 – Detenzione e deposito di materie infiammabili 27

Art. 69 – Impianti, contatori e bombole del gas. 27

Art. 70 – Indicazione del recapito di persone per casi di emergenza. 27

Art. 71 – Altri divieti per la prevenzione di incendi e di esplosioni 28

Art. 72 – Uso delle risorse idriche potabili 28

TITOLO V – COMMERCIO FISSO ED AMBULANTE – ESERCIZI PUBBLICI. 28

Art. 73 – Obbligo di vendita. 28

Art. 74 – Condizione dei locali e delle attrezzature di vendita. 28

Art. 75 – Indicazione del peso delle merci 29

Art. 76 – Esposizione dei prezzi 29

Art. 77 – Carta da avvolgere. 29

Art. 78 – Limiti per il commercio ambulante senza posto fisso. 29

Art. 79 – Contegno degli esercenti il commercio. 29

Art. 80 – Chiusura temporanea di negozi, laboratori, esercizi pubblici e di altri locali eroganti servizi al pubblico. 30

Art. 80 bis. 30

Art. 80 ter 31

Art. 80 quater 32

TITOLO VI° – NORME DI PROCEDURA PER L’ACCERTAMENTO DELLE TRASGRESSIONI E PER L’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI. 32

Art. 81 – Accertamento, contestazione e definizione delle trasgressioni 32

Art. 82 – Rimessione in pristino. 32

TITOLO VII° – DISPOSIZIONI FINALI. 32

Art. 83 – Abrogazione di norme preesistenti 32

Art. 84 – Entrata in vigore. 33

APPENDICE. 33

Sanzioni amministrative per le violazioni al presente regolamento (deliberazione di Consiglio comunale n. 11771/7 del 27.2.2004). 33

NOTE: 36

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 – Disciplina dei servizi di polizia urbana

La polizia urbana è disciplinata dal presente regolamento, dalle disposizioni emanate per le singole circostanze dall’Autorità comunale, nei limiti delle funzioni e dei poteri attribuiti da leggi o regolamenti.
Quando nel contesto delle norme non si faccia esplicito riferimento ai soli luoghi pubblici, si intende che le disposizioni si riferiscono anche ai luoghi privati soggetti o destinati ad uso pubblico, od aperti al pubblico passaggio, anche temporaneamente.
Sono titoli di polizia urbana le autorizzazioni, le concessioni, le licenze e i permessi previsti dal presente regolamento.

Art. 2 – Direzione ed esecuzione dei servizi di polizia urbana

Il Sindaco impartisce le direttive, vigila sull’espletamento del servizio ed adotta i provvedimenti previsti dalle leggi e dai regolamenti in materia di polizia urbana.
Il servizio di polizia urbana viene attuato dagli appartenenti al Corpo della Polizia municipale, nonché dagli altri funzionari ed agenti che, nei limiti del servizio cui sono destinati, abbiano, a norma di legge o di regolamento, l’obbligo di far osservare le disposizioni dell’Autorità comunale e di accertare determinati fatti.
Salvo quanto disposto dall’art. 13 della legge 24.11.1981, n. 689, nell’esercizio delle loro funzioni e nei limiti dei poteri loro attribuiti, i predetti pubblici ufficiali hanno facoltà di accedere, nelle dovute forme, nei locali soggetti alla vigilanza dell’autorità comunale destinati all’esercizio di attività per cui è prevista l’autorizzazione o concessione comunale, onde assicurarsi dell’adempimento delle prescrizioni imposte dalla legge, dai regolamenti o dall’Autorità.
Per l’accertamento di reati e per il compimento di atti di polizia giudiziaria debbono osservarsi le norme vigenti in materia di procedura penale.

Art. 3 – Richiesta e rilascio di concessioni – autorizzazioni ed altri titoli

Le richieste dei titoli previsti dal presente regolamento devono essere indirizzate al Sindaco con apposita e motivata domanda, con l’osservanza delle leggi sul bollo, firmata dai richiedenti e corredata dai documenti eventualmente prescritti.
Per decidere sulla richiesta, il Sindaco può avvalersi degli organi tecnici e consultivi del Comune e può assumere informazioni e disporre accertamenti.
Prima del rilascio dell’autorizzazione o della concessione, il Sindaco, all’occorrenza, ha facoltà di invitare a completare la documentazione necessaria per il perfezionamento della pratica, fissando all’uopo un termine non superiore a sessanta (60) giorni.
Il termine di cui al comma precedente può essere prorogato su richiesta dell’interessato per giustificati motivi e particolarmente quando per la utilizzazione del titolo si renda necessario l’approntameto di locali o la esecuzione di lavori.
I titoli vengono rilasciati, con atto scritto, dagli uffici competenti, secondo l’ordinamento interno del Comune.
I titoli si intendono accordati:
a) personalmente al titolare, salvo espressa autorizzazione a farsi rappresentare;
b) previo pagamento di tasse e diritti eventualmente dovuti per l’atto medesimo;
c) senza pregiudizio per i diritti di terzi;
d) con l’obbligo, per il titolare, di riparare tutti i danni derivanti dalle opere e dalle occupazioni permesse, sollevando il Comune da qualsiasi azione intentata da terzi per il fatto dell’autorizzazione o della concessione data;
e) sotto l’osservanza delle disposizioni di legge e di tutte le condizioni prescritte.
Il Sindaco potrà subordinare il rilascio o la validità di alcuni titoli:
1) alla stipulazione da parte del richiedente di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile verso i terzi;
2) a collaudi statici o a relazioni tecniche da eseguirsi a spese del richiedente da parte di un professionista iscritto negli albi professionali o, qualora il Sindaco lo ritenga opportuno, dai competenti uffici del Comune sempre a spese del richiedente.
Nel testo dei titoli o con provvedimenti successivi potranno essere indicati i limiti e le condizioni da osservare.

Art. 4 – Ostensibilità e validità dei titoli

I titoli di cui al presente regolamento devono essere tenuti esposti, salvo impedimento obiettivo, nei luoghi e per il tempo per i quali sono stati concessi, in modo che siano chiaramente e facilmente visibili.
Essi dovranno comunque essere esibiti a richiesta degli agenti a ciò qualificati.
In caso di sottrazione, distruzione, furto o smarrimento, potrà essere richiesta copia o duplicato all’ufficio competente, previa dichiarazione, sottoscritta dal titolare, dei fatti che hanno causato la perdita dell’originale.
I titoli scadono il 31 dicembre di ogni anno, salvo che sia diversamente stabilito e comunque non possono avere validità superiore ad un anno.
Alla scadenza essi possono essere rinnovati o prorogati in seguito a richiesta del titolare, mediante vidimazione, previo versamento delle tasse e dei diritti eventualmente dovuti.
Qualora il Sindaco lo ritenga opportuno, il rinnovo del titolo potrà essere subordinato a nuovi accertamenti, in ordine alla permanenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi in base ai quali il titolo è stato rilasciato.

Art. 5 – Sospensione – revoca e decadenza dei titoli

Salve speciali disposizioni di legge, i titoli rilasciati dal Comune possono essere sospesi quando venga accertata la violazione delle prescrizioni stabilite dal titolo stesso o dalla normativa vigente.
Possono essere revocati quando vengano meno i presupposti in base ai quali vennero rilasciati o quando sopravvenga un motivo di pericolo per il pubblico interesse.
Possono inoltre essere revocati in caso di gravi e reiterate violazioni delle prescrizioni stabilite dal titolo o dalla normativa vigente.
La sospensione e la revoca dei titoli sono adottate con ordinanza del Sindaco.
Il titolo si intende decaduto quando il titolare non se ne sia avvalso nel termine prescritto o quando esso sia stato ceduto senza la necessaria autorizzazione del Sindaco.
I titoli revocati, decaduti o per i quali sia stata presentata formale rinuncia, devono essere restituiti a cura dei titolari o dei loro rappresentanti agli uffici competenti del Comune entro il termine indicato.
Il Sindaco può disporre che gli atti relativi ai titoli sospesi siano depositati negli uffici municipali competenti per tutto il periodo della sospensione.
Il Sindaco può disporre in ogni momento accertamenti in ordine alla permanenza dei presupposti soggettivi ed oggettivi in base ai quali il titolo è stato rilasciato.

TITOLO II – OCCUPAZIONE DEL SUOLO PUBBLICO O PRIVATO APERTO AL PUBBLICO TRANSITO

Art. 6 – Divieto di occupare il suolo

E’ proibita qualunque alterazione od occupazione, anche occasionale, con qualsiasi oggetto di aree pubbliche o private aperte al pubblico transito, nonché degli spazi sovrastanti o sottostanti detti luoghi, senza titolo rilasciato dall’Autorità comunale.

Art. 7 – Domande per l’occupazione del suolo

Chiunque intenda occupare suolo pubblico o aperto al pubblico transito dovrà fare domanda al dirigente del settore competente, indicando nella medesima l’ubicazione e l’estensione dello spazio da occupare, lo scopo dell’occupazione e la durata della stessa. Sono fatte salve le previsioni contenute nell’art. 52.

Art. 8 – Occupazioni permanenti e temporanee

Le occupazioni di suolo pubblico possono essere permanenti o temporanee.
La concessione per occupazione permanente di suolo pubblico dev’essere rinnovata annualmente, come previsto dal precedente art. 4.
La concessione per l’occupazione temporanea del suolo pubblico deve indicare la durata dell’occupazione stessa, che dev’essere comunque inferiore ad un anno.

Art. 9 – Concessioni per occupazioni permanenti di suolo pubblico

Le concessioni per le occupazioni permanenti sono rilasciate dal Sindaco previa deliberazione della Giunta municipale, sentiti gli uffici competenti.
Le concessioni di cui al precedente articolo debbono essere disciplinate in ogni caso da apposita convenzione da stipularsi dal Comune con gli interessati.

Art. 10 – Occupazione di suolo pubblico per l’esercizio del commercio ambulante

Il commercio ambulante a posto fisso può essere esercitato nelle aree dei pubblici mercati e nelle zone del territorio comunale appositamente stabilite dal Sindaco a norma di legge.
Le occupazioni di suolo pubblico per l’esercizio del commercio ambulante sono disciplinate dal presente regolamento ed in conformità delle norme vigenti in materia ed alle disposizioni emanate in applicazione di esse.

Art. 11 – Occupazione di suolo pubblico o soggetto al pubblico transito per lavori edili e di manutenzione

Senza autorizzazione o concessione del Comune sono vietate le occupazioni del suolo pubblico o soggetto al pubblico transito, nonché le sporgenze in detti luoghi, con steccati, impalcature, ponti di fabbrica, macchine operatrici e mezzi d’opera, scale, bracci di gru, carichi sospesi, cumuli di macerie o altro materiale.
Le occupazioni di breve durata, tali da non costituire pericolo o intralcio, con piccole scale o sgabelli per la pulizia di vetrate, insegne, targhe, serrande, lampade e simili sono consentite, senza autorizzazione o concessione, fuorché negli orari nei quali può essere fatto divieto con apposita ordinanza del Sindaco.

Art. 12 – Occupazione di suolo pubblico – diniego

Fermo restando quanto previsto dalle norme sulla circolazione stradale, le occupazioni del suolo pubblico possono essere negate quando arrechino intralcio alla viabilità. Debbono essere negate quando pregiudichino la incolumità pubblica. In ogni caso, devono essere garantiti spazi sufficienti per il transito dei pedoni e per la sicurezza della viabilità.

Art. 13 – Divieti ed obblighi per i titolari di autorizzazioni o concessioni per l’occupazione del suolo

Ai titolari di permessi, di concessioni o di autorizzazioni per occupazione del suolo, salvo particolari convenzioni od autorizzazioni scritte, è vietato:
a) infiggere pali o punte nel suolo;
b) smuovere o danneggiare la pavimentazione;
c) ostacolare o intralciare in qualsiasi modo la circolazione, l’accesso agli edifici e ai negozi;
d) depositare immondizie, rifiuti, materiali maleodoranti o putrescibili, rottami nell’area concessa o di tollerarne il deposito.
I titolari di autorizzazioni o concessioni per l’occupazione del suolo, gli esercenti il commercio ambulante e coloro che abbiano effettuato operazioni di carico e scarico merci od eseguito altri lavori, hanno l’obbligo di mantenere e lasciare lo spazio occupato e quello circostante pulito da ogni immondizia e rifiuto.
Gli esercenti il commercio ambulante a posto fisso debbono raccogliere in appositi sacchetti o in altri contenitori i rifiuti o le immondizie giacenti nello spazio da loro occupato, per l’asporto da parte del servizio comunale di nettezza urbana.

Art. 14 – Installazione di tende solari

E’ vietata l’installazione di tende solari e simili sporgenti su spazio pubblico o di pubblico passaggio senza titolo rilasciato dal Comune.
Le tende e gli accessori delle stesse sporgenti su spazio pubblico o aree soggette a pubblico passaggio, non dovranno avere in alcuna parte una altezza inferiore a mt 2.20 dal suolo.
Il Sindaco stabilisce nell’apposito provvedimento di autorizzazione la sporgenza massima secondo le esigenze della circolazione e dell’estetica; può autorizzare l’installazione di frange e balze prive di elementi rigidi o contundenti ad altezza non inferiore a mt 2.00 dal suolo.
Per le tende perpendicolari in genere e per quelle da collocarsi nel vano dei portoni, delle arcate e degli intercolunni, il Sindaco stabilisce caso per caso se, ed a quali condizioni, possa essere accordato il relativo permesso in rapporto alla situazione locale ed alla sicurezza della circolazione, anche ad altezza inferiore a quella indicata nei commi precedenti.
Le tende devono essere collocate in modo da non occultare le lampade della pubblica illuminazione, le indicazioni toponomastiche, la segnaletica stradale, i quadri delle pubbliche affissioni o qualsiasi altra cosa che debba rimanere in vista del pubblico, specialmente se di interesse artistico, monumentale o storico.
Il Sindaco ha la più ampia facoltà di negare l’autorizzazione quando l’edificio indicato per il collocamento di una o più tende sia di interesse artistico.
In caso di pioggia o di vento le tende non possono rimanere aperte o spiegate se da esse possono derivare intralcio, molestia o pericolo alla incolumità delle persone o alla circolazione.

Art. 15 – Installazione di insegne, targhe, vetrine, manifesti, striscioni pubblicitari

Salvo quanto previsto dalle norme sulla circolazione stradale e dai regolamenti edilizio, sulla pubblicità, compresa quella sanitaria, e sulle pubbliche affissioni, ed in materia di occupazioni degli spazi pubblici o soggetti al pubblico passaggio, è vietata l’installazione di insegne, targhe, bacheche, vetrine, manifesti, sorgenti luminose, striscioni e altri mezzi pubblicitari, senza autorizzazione del Comune.
Il Sindaco può prescrivere per i mezzi pubblicitari di cui al comma precedente determinate modalità e caratteristiche in armonia con le esigenze ambientali e della circolazione.
Sono comunque vietate le sorgenti luminose che producono abbagliamento e disturbo diretto verso aree di pubblico transito.
Per le installazioni di cui al primo comma, se sporgenti dal marciapiede o sovrastanti la carreggiata, l’altezza dal suolo non potrà essere inferiore a metri cinque (5).

Art. 16 – Collocamento di tavoli, sedie, piante ornamentali, merci o altro

L’occupazione di area pubblica o di pubblico transito con tavoli, sedie, piante ornamentali, posacicli, attrezzature commerciali, merci od altro può essere autorizzata o concessa a favore di negozianti o altri esercenti che ne facciano formale richiesta, purché non ostino motivi estetici, di viabilità o di incolumità delle persone.
Nel titolo può essere stabilito che la occupazione di cui sopra non è consentita in determinati orari o quando i locali siano chiusi.

Art. 17 – Esposizione di derrate all’esterno dei negozi

Le occupazioni di suolo all’esterno dei negozi per esposizione di derrate e generi alimentari possono essere autorizzate o concesse, con l’osservanza di quanto stabilito dalle norme sanitarie e di igiene.
L’esposizione di vegetali, destinati all’alimentazione, è ammessa soltanto per quei prodotti da consumarsi previa cottura, lavaggio o dipellamento.
Le merci di cui ai commi precedenti debbono comunque essere tenute ad una altezza minima di cinquanta (50) cm. dal suolo.

TITOLO III – NETTEZZA, DECORO E ORDINE DEL CENTRO ABITATO

Art. 18 – Disposizioni generali

Tutte le cose, i manufatti, i luoghi pubblici, aperti o esposti al pubblico, debbono essere tenuti costantemente puliti ed in stato decoroso.
E’ pertanto vietata qualsiasi forma di imbrattamento, danneggiamento, deturpamento del suolo e degli edifici, anche se dipendente da incuria.
Ai trasgressori, oltre alla sanzione pecuniaria, è fatto obbligo di provvedere alla rimessa in pristino o in stato decoroso.
E’ vietato gettare, scaricare, immettere o abbandonare rifiuti se non nei posti e con l’osservanza delle modalità previste dal regolamento comunale del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti solidi urbani, dal regolamento di igiene, dal regolamento edilizio, dalle leggi e dai regolamenti generali.

Art. 19 – Pulizia delle aree date in concessione e delle aree antistanti i negozi e gli esercizi pubblici

E’ proibito agli esercenti di negozi, pubblici esercizi, chioschi, botteghe, laboratori e simili, ai venditori ambulanti e a quant’altri occupino a qualsiasi titolo area pubblica o di pubblico passaggio o aree antistanti le stesse, di gettare, lasciare cadere o dar causa che cada o abbandonare, alcun residuo o rifiuto che possa danneggiare o sporcare il suolo.
I suddetti esercenti sono tenuti a mantenere pulite le aree circostanti i loro locali o impianti, e può essere fatto loro obbligo di mettere a disposizione del pubblico anche all’esterno del locale un conveniente numero di idonei portarifiuti.

Art. 20 – Cura e manutenzione di scarpate e fossi, estirpamento dell’erba e cura delle siepi e piante

Ferme restando le particolari disposizioni di legge vigenti in materia a tutela delle strade e delle acque, i proprietari di scarpate e fossi lungo le strade sono tenuti alla cura e manutenzione per la parte di loro competenza, impedendo scoscendimenti del terreno e regolando la crescita di arbusti ed altra vegetazione in modo che non sia impedito il deflusso delle acque.
Il Sindaco con apposita ordinanza può porre a carico dei proprietari di qualsiasi immobile prospiciente la pubblica via l’obbligo di provvedere all’estirpamento delle erbe nonché alla potatura delle siepi e delle piante crescenti o poste lungo la fronte delle costruzioni e lungo i muri contigui di cinta.

Art. 21 – Atti contrari al decoro e alla decenza

In qualsiasi luogo pubblico aperto o esposto al pubblico, è vietato compiere atti di pulizia personale o soddisfare le necessità fisiologiche fuori dei luoghi all’uopo destinati.
Salvo quanto previsto in materia dalle norme igienico-sanitarie, la balneazione e il nuoto restano vietati nei laghi e nei corsi d’acqua prospicienti le aree pubbliche.

Art. 22 – Manutenzione degli edifici

I proprietari o i locatari di edifici, nel rispettivo ambito degli obblighi loro imposti dal Codice civile e dalla normativa vigente, debbono:
– tenere in buono stato di conservazione le porte, i serramenti, le insegne, le targhe, le vetrate, gli androni, le scale, le inferriate, le tende ed ogni altra cosa esposta alla pubblica vista;
– curare che sia sempre garantita una sufficiente illuminazione degli accessi, delle scale e dei passaggi di uso comune aperti al pubblico;
– provvedere ai restauri dell’intonaco e alla tinteggiatura, alla pulizia dei numeri civici;
– tenere in buono stato di efficienza le grondaie ed i tubi di gronda o di scarico fino al suolo.
I soggetti indicati nel primo comma sono tenuti alla manutenzione e pulizia degli edifici, con particolare riferimento ai cornicioni, terrazze e davanzali, anche per gli inconvenienti cagionati da volatili e che si constatano nei punti dove gli stessi affluiscono e stazionano in numero elevato.

Art. 23 – Deturpamento di edifici pubblici e privati

Senza pregiudizio per le sanzioni penali, è proibito danneggiare, deturpare, imbrattare con scritti, affissioni, disegni o macchie gli edifici pubblici o privati, i monumenti, i muri in genere, le panchine, le carreggiate, i marciapiedi, i parapetti dei ponti, gli alberi e qualsiasi altro manufatto.
Nei casi urgenti per motivi di ordine, di decoro o di opportunità, il Comune potrà provvedere all’immediata eliminazione dei deturpamenti.
Resta in ogni caso obbligo dei proprietari o di chi abbia diritti sull’immobile provvedere a ripristinare, a propria cura e spese, l’intonaco, le tinte e comunque la superficie dei manufatti.

Art. 24 – Distribuzione di manifesti

Salvo quanto previsto dalle norme vigenti in materia di pubblicità e pubbliche affissioni, è vietato lanciare o lasciar cadere anche da veicoli, compresi gli aeromobili, opuscoli o manifesti o altri materiali pubblicitari sulle aree pubbliche, salvo specifica autorizzazione.
La distribuzione dei materiali sopraddetti, con la osservanza delle norme stabilite per la pubblicità, dev’essere fatta in modo da non sporcare il suolo e senza causare disturbo alle persone.

Art. 25 – Cartelli, iscrizioni, targhe, proiezioni e notiziari luminosi

Salvo quanto prescritto dal precedente art. 15 e da altri regolamenti o norme di legge, senza autorizzazione del Comune è proibito collocare scritte, insegne, cartelli, figure e targhe sui muri, sugli infissi o su altri supporti prospicienti le pubbliche vie e piazze, quand’anche non vi sia occupazione di suolo pubblico.
Gli interessati dovranno presentare al Comune le relative domande corredate dai disegni, dalle descrizioni delle opere, dal testi delle iscrizioni e da fotografie dell’edificio e del luogo.
Le norme di cui ai commi precedenti si applicano anche per le proiezioni, i notiziari ed i giornali luminosi.

Art. 26 – Lavori e attività artigianali sul suolo pubblico

Senza autorizzazione del Sindaco è proibito in luoghi pubblici o di pubblico transito esercitare lavori artigianali.
La lavatura o la riparazione di veicoli o di altre cose mobili sono vietate.
Sono consentite le riparazioni di breve durata per guasti accidentali di piccola entità o causati da forza maggiore o da caso fortuito.

Art. 27- Lavatura ed esposizione di biancheria e panni

La biancheria, i panni, gli indumenti, i tappeti e simili non potranno essere lavati, sciorinati, distesi o appesi fuori dei luoghi privati o dei luoghi stabiliti dall’Autorità comunale.
E’ vietato altresì distendere o appendere gli oggetti suddetti alle finestre, ai terrazzi e balconi prospicienti la pubblica via, salvo quanto diversamente stabilito con ordinanza del Sindaco.
Le operazioni di cui sopra sono consentite nei luoghi interni purché non provochino gocciolamento sull’area pubblica o di uso comune.

Art. 28 – Battitura di panni e tappeti

E’ vietato scuotere, spolverare e battere sul suolo pubblico, o soggetto a pubblico transito, o dalle finestre, e dai terrazzi prospicienti la pubblica via o luoghi pubblici, tappeti, indumenti, stuoie, stracci, materassi e simili.
Tali operazioni potranno essere consentite soltanto negli orari e con le modalità stabilite dal Sindaco con apposita ordinanza.

Art. 29 – Pulizia di anditi, vetrine, negozi, esercizi e abitazioni

La pulizia degli anditi, delle vetrine, delle soglie, degli ingressi e dei marciapiedi antistanti i negozi, gli esercizi e le abitazioni deve essere eseguita senza arrecare molestia od intralcio ai passanti.
Il Sindaco potrà stabilire in quali luoghi ed in quali orari tali operazioni siano vietate.

Art. 30 – Manutenzione ed uso degli scarichi pubblici e privati

Fermo restando quanto previsto dalle vigenti disposizioni di legge in materia di tutela delle acque e dell’ambiente, è vietato otturare gli scarichi pubblici o immettervi oggetti che possano essere causa di intasamento, nonché introdurre spazzature nelle caditoie destinate allo scolo delle acque.
I proprietari degli edifici, gli inquilini e chiunque è nel godimento di un immobile deve provvedere alla manutenzione ed al buon funzionamento dei tubi di scarico delle acque in modo da evitare qualsiasi intasamento degli scarichi pubblici o dispersione sul suolo pubblico.

Art. 31 – Deposito e asporto dei rifiuti solidi urbani

I rifiuti solidi urbani dovranno essere conferiti con le modalità nei luoghi e negli orari che saranno stabiliti dal Sindaco con propria ordinanza o dall’apposito regolamento comunale di conferimento raccolta e smaltimento.
E’ vietato gettare o calare rifiuti, sciolti o in contenitori, nelle strade, nelle piazze o nei corsi d’acqua.
Il conferimento o la raccolta di rifiuti e di materiali di scarto voluminosi o ingombranti, dovranno avvenire secondo quanto stabilito dal Sindaco con propria ordinanza o dal regolamento comunale di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Salvo quanto può essere disposto dal regolamento sopra citato, è vietato accedere ai luoghi destinati al conferimento, deposito, raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi, senza giustificato motivo, rimanendo comunque vietato rovistare ed asportare qualsiasi materiale ivi giacente.
Per lo smaltimento dei rifiuti considerati speciali, tossici e nocivi e dei fanghi residuati da cicli di lavorazione e dai processi di depurazione, si osservano le disposizioni previste dalle norme speciali in materia e si applicano le relative sanzioni.

Art. 32 – Trasporto di letame, materiale di espurgo e cose maleodoranti, concimazione di terreni

Le ditte che esercitano a fini commerciali il servizio di prelievo, trasporto e smaltimento dei liquami provenienti da allevamenti animali o di espurgo di pozzi neri di abitazioni civili debbono essere munite di autorizzazione del Sindaco e delle altre autorità competenti indicate dalle leggi speciali.
L’autorizzazione non è richiesta per chi eserciti trasporto e spargimento di liquami e fanghi derivanti da pozzi neri o allevamento di animali al fine di fertilizzare i propri terreni.
Le operazioni di espurgo e trasporto delle materie liquide e solide provenienti da latrine, fogne, fosse di deposito, stalle, dovranno attenersi alle condizioni e modalità stabilite dai regolamenti comunali di igiene e sanità, dalle altre norme vigenti in materia e dalle ordinanze del Sindaco.
In ogni caso dovranno essere evitate esalazioni di odori sgradevoli o molesti e la dispersione di materiale trasportato.
La concimazione dei terreni adibita a uso agricolo con smaltimento di liquami, letame od altri materiali maleodoranti, non può essere fatta, in prossimità di abitazioni, pozzi d’acqua potabile e di corsi d’acqua, ad una distanza inferiore di quella stabilita dalle norme speciali vigenti in materia.
Lo spargimento a scopo fertilizzante dei materiali da parte delle ditte di cui al comma primo può essere fatto soltanto su aree autorizzate dall’autorità sanitaria.
Il Sindaco potrà con ordinanza limitare l’orario in cui sono ammesse le operazioni di cui al presente articolo.
Nel centro abitato è sempre vietata la concimazione di orti e giardini con materiali maleodoranti che arrechino disturbo al vicinato.

Art. 33 – Trasporto di materiali di facile dispersione

Fermo restando quanto previsto dalle norme vigenti in materia di circolazione stradale, di igiene e sanità, il trasporto di materiali di facile dispersione, come rena, calcina, carbone, terra, sabbia, limature, segature, detriti, fango, acque luride o altro, deve essere effettuato con veicoli adatti al trasporto stesso, con i dovuti accorgimenti, in modo da evitare dispersioni sul suolo o nell’aria.

Art. 34 – Sgombero della neve e delle formazioni di ghiaccio

I proprietari, gli affittuari e gli inquilini delle case e gli esercenti di negozi, di laboratori e di pubblici esercizi, hanno l’obbligo di provvedere allo sgombero della neve e del ghiaccio dai marciapiedi nei tratti antistanti gli accessi degli immobili di rispettiva competenza e di coprire o cospargere con materiale antisdrucciolevole le formazioni di ghiaccio sul suolo e sui marciapiedi stessi.
Nel caso di formazioni di ghiaccio sui cornicioni degli edifici o su altri punti dei fabbricati sovrastanti il suolo pubblico o soggetto al pubblico transito, i soggetti di cui al comma precedente dovranno provvedere all’abbattimento dei blocchi di ghiaccio nei modi e nei tempi opportuni.
In caso di abbandonanti nevicate, il Sindaco potrà inoltre ordinare lo sgombero della neve dai tetti, dai terrazzi e dai balconi.
Le operazioni di cui ai precedenti commi dovranno essere eseguite con le opportune cautele, collocando preventivamente ai margini di caduta della neve o del ghiaccio i necessari segnali e sbarramenti in maniera da evitare danni alle persone o alle cose.
Le operazioni di scarico della neve dai tetti che dovessero comportare interruzioni o dirottamenti della circolazione veicolare o pedonale dovranno essere preventivamente autorizzate dall’Amministrazione comunale che stabilirà di volta in volta l’orario relativo e le eventuali cautele.
E’ vietato scaricare o depositare sul suolo pubblico la neve o il ghiaccio provenienti da luoghi privati, o gettare o spargere acqua che possa gelare.
La neve rimossa dai marciapiedi, caduta o scaricata dagli edifici, non dovrà in nessun caso essere cosparsa o accumulata sulla sede stradale in modo da cagionare pericolo, ostacolo o intralcio alla viabilità.

Art. 35 – Scarico di residui di costruzioni e riparazioni

Resta vietato eseguire lo carico ed il deposito anche temporanei sul suolo pubblico e in aree aperte al pubblico dei residui di costruzioni, ruderi, calcinacci o materiali di sterramento.
Lo scarico ed il deposito dei materiali di cui al comma precedente, potranno essere effettuati nei luoghi appositamente destinati o autorizzati dall’Autorità comunale e dalle altre autorità indicate dalla legge.
Senza apposita autorizzazione è vietato asportare i materiali sopra citati dai luoghi appositamente destinati.
Il Sindaco può ordinare la rimozione, anche su aree private esposte al pubblico, di scarichi o depositi effettuati abusivamente o per un tempo superiore a quello consentito, o che costituiscano pregiudizio alla nettezza, decoro ed ordine del centro abitato.
I trasgressori, oltre a soggiacere alla sanzione pecuniaria, dovranno provvedere alla rimozione del materiale depositato. In caso di inadempienza, previa diffida, la rimozione sarà eseguita d’ufficio a spese del trasgressore.

Art. 36 – Emissioni di fumo ed esalazioni – polvere

Fatto salvo quanto disposto dalle norme di legge in materia di inquinamento atmosferico e di attività insalubri, è proibito sollevare polvere, provocare emissioni di fumo, pulviscolo, limature, fuliggine, vapori ed esalazioni che arrechino danno o molestia.
Coloro che, a causa della loro attività, debbono compiere operazioni che possano sollevare polvere, provocare fumo, vapore, odori nauseabondi o molesti, devono adottare le cautele necessarie e conformi alla buona tecnica, per evitare o ridurre al minimo ogni inconveniente.
E’ vietato bruciare sterpi, rifiuti di giardinaggio od altro materiale quando ne possa derivare danno o molestia al vicinato o a luoghi di pubblico transito.
I camini ed i condotti di scarico di prodotti aeriformi, gli sfiati in genere e di condizionatori d’aria, gli impianti di aspirazione di cucine, bagni e simili, dovranno essere installati in modo da eliminare danno e molestia alle abitazioni circostanti.

Art. 37 – Altri atti vietati

  1. In tutto il territorio del Comune resta altresì vietato in luogo pubblico o aperto al pubblico:
    a) eseguire la pulizia di persone, di cose, di animali;
    b) gettare o lasciar cadere carta, liquidi, polveri od altri oggetti;
    c)     collocare o appendere, senza apposito titolo, addobbi, festoni, luminarie;
    d)     lasciar vagare o abbandonare qualsiasi specie animale;
    e)     eseguire qualsiasi giuoco, che possa costituire pericolo o molestia, fuori dei luoghi a ciò destinati;
    f)      effettuare pratiche sportive o ricreative pericolose o moleste;
    g)     depositare recipienti o cose sotto le pubbliche fontane;
  2. h) entrare nelle aiuole e laddove il divieto sia segnalato, negli spazi erbosi, nonché cogliere fiori, manomettere piante o comunque danneggiarle;
    i) sedersi e/o sdraiarsi a terra, sulle aiuole, sulle catenelle, sui corrimano, sui parapetti dei ponti e dei monumenti.
    E’ comunque vietato sedersi sui gradini di monumenti od edifici quando il fatto:
    a) sia contrario al decoro urbano;
  3. b) limiti il libero utilizzo degli spazi ovvero la fruizione cui sono destinati;
  4. c) renda difficoltoso o pericoloso l’accesso agli spazi pubblici;
  5. l) arrampicarsi sugli alberi, sui pali, sulle inferriate, sugli edifici e sui monumenti.
    E’ fatto divieto, su tutto il territorio comunale e in qualsiasi periodo dell’anno, di somministrare cibo di qualunque natura ai colombi e ai cigni che stazionano nel territorio comunale. E’ altresì vietato l’abbandono volontario di cibo in siti normalmente accessibili a detti animali (ad esempio mercati). Sono esclusi dal presente provvedimento tutti gli allevatori di colombi domestici e viaggiatori, regolarmente autorizzati ad esercitare l’attività. Autorizzazioni in deroga possono essere concesse in ragione di particolari situazioni ambientali e sociali. Potranno, inoltre, essere individuate aree di alimentazioni stabilite e/o concordate preventivamente con l’Amministrazione comunale.
    m) salire in piedi e sdraiarsi sulle panchine;

Nel territorio comunale i proprietari di immobili, soprattutto se in stato di abbandono o sfitti, devono proteggere e/o chiudere, con idonei mezzi, tutti gli accessi, i varchi, le nicchie, ecc. che possono offrire rifugio e, quindi, essere utilizzati dal colombo di città “Colomba livia forma domestica” per dormire o nidificare;
n)     chiedere l’elemosina con petulanza, esponendo cartelli, ostentando menomazioni fisiche e con l’impiego di minori e/o animali;
o)     alimentare e/o catturare in qualsiasi modo piccioni, tortore e altri animali di città;
p)     incatenare biciclette, ciclomotori o motocicli a infrastrutture pubbliche non destinate allo scopo specifico.

  1. All’interno della monumentale Loggia dei Cavalieri, fermo restando quanto previsto al comma precedente, è vietato parimenti e in modo assoluto:
  2. a) praticare qualsiasi gioco e/o attività sportiva o ricreativa che possa danneggiare l’integrità e lo stato di conservazione del manufatto;
    b) utilizzare biciclette, pattini a rotelle, skateboard, hoverboard o mezzi analoghi;
    c)     consumare cibi e bevande;
    d)
    Autorizzazioni in deroga possono essere concesse dall’Amministrazione Comunale per eventi culturali, artistici, sportivi o folkloristici in genere.
    3. Resta altresì vietato:
    a)     condurre, nelle località indicate dal Sindaco con apposita ordinanza, animali molesti o che possano sporcare i luoghi soggetti a pubblico passaggio, allorquando che li conduca non sia munito di apposita attrezzatura per la immediata pulizia del suolo e non provveda a raccogliere e ad asportare gli escrementi;
    b)     introdurre animali in tutti gli ambienti e luoghi in cui si effettua preparazione, manipolazione e commercio e la somministrazione per il pubblico di alimenti e bevande;
    c)     fermo restando il rispetto delle esigenze di igiene e di sicurezza, sono esclusi da taluni divieti i cani-guida che accompagnano i ciechi.

Art. 37 bis – Consumo di bevande alcoliche

  1. Per i minori di anni diciotto è vietato consumare e/o detenere al fine del consumo in tutti luoghi pubblici o aperti al pubblico bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, indipendentemente dal tipo di contenitore utilizzato.
    2. Per i maggiori di anni diciotto, dalle ore 00.00 alle 24.00 di ogni giorno nelle seguenti zone:
    a) nei giardini/parchi pubblici denominati “Giardini P.ta Altinia” e “Giardini S.Andrea/Parco Ex Avogadro” e loro aree limitrofe Varco Altinia, Via Gozzi, Via e Vicolo Toniolo, Piazza e Via Sant’Andrea, Via e Vicolo Pescatori, Via e Vicolo Fiumicelli, Via Zorzetto; Piazza Borsa;
    b) nei giardini/parchi pubblici denominati: “Giardini G. Barbisan” sito in P.le Duca D’Aosta, “Giardini V.le J. Tasso” sito lungo V.le J.Tasso e “Giardini di Via Dalmazia/Chiesa S. Cuore” sito tra la Via Dalmazia, Via Aleardi e Via Lancieri di Novara;
    c) Piazzale Autostazione sito tra Via Roma e Riviera Lungo Sile Mattei;
    d) Via Roma;
    e) Piazza della Vittoria;
    f) Loggia dei Cavalieri e aree adiacenti Piazza Carducci e Piazza Crispi.
    è vietato consumare e /o detenere in luogo pubblico, al fine del consumo, bevande alcoliche di qualsiasi gradazione, indipendentemente dal tipo di contenitore utilizzato, con esclusione del consumo effettuato presso i plateatici concessi agli esercizi di somministrazione ivi esistenti e in occasione di eventi pubblici a ciò autorizzati.
    3. Le violazioni di cui ai precedenti commi comportano l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria compresa da un minimo di euro 25,00 ad un massimo di euro 500,00 ai sensi dell’ art. 7 bis del D.Lgs n. 267/2000.
    4. L’abbandono di bottiglie, lattine, bicchieri di qualsiasi materiale e/o contenitori di qualsiasi genere è vietato e sanzionato ai sensi degli artt. 61 lett. a) e art. 63 del vigente Regolamento consortile per i servizi di gestione dei rifiuti urbani.

Art. 37 ter – Divieto di stazionamento lesivo del diritto di circolazione

  1. Fermo il rispetto del diritto di circolazione sancito dall’art.16 della Costituzione, l’esercizio di tale diritto – che compendia anche il connesso diritto di stazionamento – non deve avvenire in contrasto con il diritto all’integrità fisica e psichica degli altri cittadini.
    2. Costituisce promanazione vietata di tale diritto qualsiasi condotta che limiti l’accessibilità e la fruizione dei luoghi di cui al comma 4.
    3. La dimostrazione di tale grave impedimento alla libertà di circolazione deve essere comprovata dall’agente che accerti la violazione. L’impedimento provocato dai trasgressori deve riguardare la fruibilità di carattere sociale, turistico, ricreativo, culturale e commerciale dei luoghi di cui al comma 4.
    4. In riferimento all’art. 9 c.3 della L. 48/2017 si individuano le seguenti aree in cui è istituito il divieto di stazionamento:
    – QUADRANTE 1: Via Toniolo- Piazza Borsa – Via Fiumicelli – Via e vicolo Pescatori e Riviera S. Margherita;
    – QUADRANTE 2: Via Orioli – Via Tomaso da Modena – Via Roma – Piazza Giustinian Recanati – Giardini Porta Altinia – Giardini Barbisan;
    – QUADRANTE 3: Piazza Vittoria;
    – QUADRANTE 4: Parco cd Madonnina;
    – QUADRANTE 5: Area parcheggi comunali Appiani.
    Tale divieto si applica nei casi in cui lo stazionamento sia connesso a fenomeni di bivacco (dove per bivacco si intenda l’utilizzo di spazi pubblici come luoghi di propria dimora anche occasionale o temporanea) che impediscano l’accessibilità e la fruizione dei luoghi, il consumo di bevande alcoliche, laddove sia disciplinato dal precedente art. 37-bis, accattonaggio molesto, così come definito dall’art. 37 del presente regolamento, nonché in violazione agli articoli 688 e 726 del Codice penale e articoli 73 e 75 del DPR 309/1990.
    5. Fatta salva l’applicazione delle sanzioni previste dal presente regolamento per la violazione dei singoli obblighi o divieti, nonché delle sanzioni penali o amministrative che, in relazione alla specialità reciproca con la presente norma, siano comunque ascrivibili al trasgressore dei predetti obblighi o divieti, l’autore della condotta di cui al precedente comma 2 è fatto immediatamente destinatario, da parte dell’agente accertatore, dell’ordine di allontanamento di cui all’art. 10, comma 1, del D.L. n. 14/2017, nel testo convertito dalla legge n. 48/2017, quando la violazione sia stata accertata nel perimetro urbano definito dal comma 4 del presente articolo.
    6. La violazione al divieto di stazionamento verrà sanzionata ai sensi dell’art. 9, comma 1. del D.L. 14/2017 con l’applicazione della sanziona amministrativa da € 100 a € 300.

Art. 37 quater – Ordine di allontanamento

  1. Nei casi previsti dal precedente art. 37-ter opera la disciplina dell’allontanamento di cui agli articoli 9 e 10 del D.L. 14/2017, convertiti dalla L. 48/2017.
    2. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, previste dalla legge e del presente regolamento l’accertamento della violazione all’interno del perimetro delle aree definite a norma del precedente articolo comporta, per chi abbia accertato la violazione, l’obbligo di contestare per iscritto al trasgressore l’ordine di allontanamento.
    3. Nell’ordine sono riportate le motivazioni sulla base delle quali è stato adottato ed è specificato che la persona destinataria dello stesso ordine non può fare ingresso in alcuna delle aree definite a norma dell’art. 37-ter, a prescindere dall’attività che si eserciti o svolga, per la durata di quarantotto ore dall’accertamento del fatto e della contestazione dell’ordine.
    4. In caso di sua violazione si procede alla contestazione della sanzione amministrativa pecuniaria da € 300 ad € 900. Tramite il Comando si trasmette copia dell’ordine di allontanamento con immediatezza al Questore, per l’adozione del provvedimento di cui all’art. 10, comma 2, del D.L. n. 14/2017, convertito dalla L. n. 48/2017.

Art. 37 quinquies – Misure per la tutela della vivibilità urbana e contro il degrado del territorio

  1. Fatte salve le previsioni del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309 e sue successive modificazioni ed integrazioni, è vietato, in ogni area pubblica o aperta al pubblico, contrattare ai fini dell’acquisto, acquistare e/o ricevere sostanze stupefacenti.
    2. La violazione di cui al comma 1 del presente articolo è accertabile, ai sensi dell’art. 13 della legge 24 novembre 1981, n.689, anche mediante il supporto di sistemi di videosorveglianza ed è punita, fatte salve le sanzioni amministrative previste dal D.P.R. 309/90, con una sanzione amministrativa pecuniaria (pagamento in misura ridotta) di euro 400,00.
    3. Al trasgressore viene applicata la sanzione amministrativa accessoria della confisca delle cose utilizzate o utilizzabili per l’assunzione di sostanze stupefacenti, come disposto dall’art. 20 della legge 24 novembre 1981, n.689, previo sequestro cautelare ai sensi dell’art.13 della citata legge 24 novembre 1981, n.689. I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative relative al presente articolo sono destinati a finanziare politiche di prevenzione delle dipendenze, al contrasto della vendita di sostanze stupefacenti ed alla promozione della legalità.”

Art. 38 – Caravan, autocaravan, tende, carri abitazione e accampamenti

In tutto il territorio comunale è vietato stabilirsi sulle aree pubbliche per alloggiare o pernottare in caravan, tende e carri abitazione in genere, fuori degli spazi a ciò destinati o consentiti.
Il Sindaco può vietare comunque la sosta anche temporanea per alloggio o pernottamento o per attendere ad altre necessità abitative, con i veicoli di cui al comma precedente, in determinate località o vie del Comune.
Il Sindaco può altresì vietare o limitare il deposito e l’impianto dei mezzi mobili e delle attrezzature sopra citate anche in aree  private, per motivi d’igiene, di ordine o di decoro dell’ambiente.
La sosta delle carovane dei nomadi potrà essere consentita solo in località periferiche o negli spazi prestabiliti.

TITOLO IV – QUIETE E SICUREZZA NEL CENTRO ABITATO

Art. 39 – Disposizioni di carattere generale

In tutti i luoghi pubblici aperti al pubblico ed in quelli privati e sposti al pubblico è vietato tenere comportamenti o compiere azioni che rechino pregiudizio alla sicurezza delle persone, comunque disturbo o molestia alla quiete pubblica, al riposo o alle occupazioni altrui.
Nei locali gestiti dal Comune, come uffici, dormitori, sale di riunione, biblioteche, musei, piscine, palestre, centri ricreativi, campigiuoco, le persone debbono mantenere contegno consono al luogo e tale da non arrecare disturbo ed osservare i regolamenti particolari e le ordinanze del Sindaco per accedere e frequentare detti sedi.

Art. 39 bis – Servizi di pubblico interesse

Tutte le tipologie di attività che svolgono servizi pubblici o che effettuano esclusivamente o prevalentemente, prestazioni di servizi, prive di specifica regolamentazione dell’orario di apertura e di chiusura al pubblico, possono operare, al fine di tutelare anche la quiete pubblica ed il riposo delle persone nonché l’ordine e la sicurezza pubblica, nell’ambito degli orari determinati con provvedimento del Sindaco ai sensi dell’art. 50 del D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.
Gli esercenti delle attività di cui al presente articolo sono tenuti ad osservare la giornata di chiusura settimanale stabilita con ordinanza di cui al comma 1 e a rendere noto al pubblico l’orario di effettiva apertura e chiusura mediante l’esposizione di idonei cartelli visibili dall’esterno.
Chiunque viola le prescrizioni indicate nel presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 80,00 a € 500,00.

Art. 40 – Cortei, cerimonie, riunioni e manifestazioni

Fatto salvo quanto previsto dalle leggi di pubblica sicurezza, chi promuove cortei, cerimonie o riunioni in luogo pubblico, deve darne avviso al Sindaco almeno tre giorni prima di quello fissato per il loro svolgimento.
Per le manifestazioni che comportano provvedimenti relativi alla viabilità in genere e che per il loro svolgimento implichino limiti o divieti di circolazione, l’avviso al Sindaco dovrà essere dato almeno cinque giorni prima.
Sono esenti dall’obbligo di cui ai commi precedenti i comizi elettorali.

Art. 41 – Custodia e detenzione di cani o di altri animali

E’ vietato tenere in abitazioni, stabilimenti, giardini od in altri luoghi privati cani od altri animali che disturbino la quiete dei vicini, specialmente di notte e durante le ore destinate al riposo delle persone.
Il detentore potrà essere diffidato ad allontanare l’animale molesto od a porlo in condizioni da non disturbare.
I detentori di cani o di altri animali in luoghi privati dovranno collocare o custodire i medesimi in modo che non possano arrecare danno o molestia a chi transiti sulla pubblica via.
Oltre a quanto previsto dall’art. 37, lett. d), ai proprietari di cani o di altri animali è vietato condurre, lasciar vagare o abbandonare i medesimi se affetti da malattie, ferite o altre lesioni cutanee.
Fermo restando quanto previsto dalle vigenti norme, è altresì vietato ai proprietari o detentori di animali abbandonare i medesimi in modo da poter costituire pregiudizio per la quiete o possano rendersi pericolosi per la sicurezza in generale.

Art. 42 – Circolazione dei cani in luoghi pubblici o aperti al pubblico

Fermo restando quanto stabilito dall’art. 37.2, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico tutti i cani devono essere muniti di collare, portante la apposita targhetta comunale, e dovranno esser tenuti con solido guinzaglio di lunghezza non superiore a centimetri ottanta.
Tutti i cani di grossa taglia, come i mastini, gli alani, i doberman, i pastori, nonché i cani di indole mordace, dovranno essere muniti anche di idonea museruola.
Nei giardini, negli orti, nelle aie ed in altri luoghi privati aperti, o nei quali non sia impedito l’accesso a terzi, i cani possono esser tenuti senza museruola, purché siano legati o custoditi in modo da non arrecare danno alle persone. Potranno essere tenuti sciolti e senza museruola, quando l’accesso a detti luoghi sia chiuso e provvisto di cartello con l’indicazione “Attenti al cane”.
Possono essere tenuti senza guinzaglio e museruola:
– i cani da caccia in aperta campagna a seguito del cacciatore;
– i cani da pastore quando accompagnino il gregge;
– i cani delle forze di polizia durante l’impiego per fini d’istituto.

Art. 43 – Cattura dei cani e di altri animali

I cani e gli altri animali trovati a vagare in luogo pubblico saranno catturati dal personale a ciò addetto.
E’ proibito impedire agli addetti alla cattura l’esercizio delle loro funzioni come pure cagionare o favorire la fuga degli animali da catturare.

Art. 44 – Tutela degli animali

E fatto divieto di:
– mettere in atto comportamenti lesivi nei confronti di animali, in contrasto con le vigenti disposizioni in materia;
– abbandonare animali nel territorio del Comune;
– addestrare cani da guardia o per altri scopi ricorrendo alla violenza;
– detenere animali in spazi angusti, privi dell’acqua e del cibo necessario, non prestando loro sufficienti cure sanitarie;
– spostare dal loro ambiente naturale i gatti che vivono in libertà: essi potranno essere catturati soltanto da personale autorizzato.

Art. 44 bis

E’ vietato:
– detenere cani a catena corta; la catena, se e quando necessaria, non deve avere una lunghezza inferiore a m. 4 o avere il terminale che scorre lungo un cavo aereo e comunque in modo tale da permettere all’animale di muoversi senza pericolo di rimanervi impigliato. Il collare non deve essere troppo stretto;
– detenere cani sprovvisti di un riparo rialzato dal suolo, sufficientemente ampio e al riparo da sole e intemperie.

Art. 44 ter

E’ vietato svolgere nel territorio del Comune spettacoli o altri intrattenimenti pubblici che comportino maltrattamenti ad animali.

Art. 44 quater

E’ fatto divieto di allevare e rivendere animali tenendoli in condizioni incivili, fermo restando che le attività di allevamento e vendita di animali sono soggette alle autorizzazioni richieste dalle rispettive normative.
In proposito, i negozianti o i venditori ambulanti, operanti nel territorio comunale, non possono detenere od esporre al pubblico animali da affezione per la vendita, custoditi in gabbie che limitino i loro movimenti, sì da impedirne le funzioni fisiologiche o da minacciare l’equilibrio fisico e psichico.
Tale divieto è esteso al commercio di animali in fiere o mercati.

Art. 45 – Rumori o suoni nelle abitazioni o in altri locali

Nelle abitazioni ed in generale in tutti i locali pubblici o privati, l’uso di strumenti musicali, di apparecchi per uso domestico, come aspirapolvere, lucidatrici, lavatrici, ventilatori, macchine per dattilografia, macchine per cucire o per tessitura, radio televisori, video giochi, fonografi, giradischi e simili, deve essere fatto con particolare moderazione in modo da non arrecare disturbo al vicinato.

Art. 46 – Impianto e uso di macchinari

L’impianto e l’uso di macchinari nelle abitazioni, o nelle vicinanze delle stesse, deve essere effettuato secondo le regole della buona tecnica, in modo da non arrecare danno o molestia, a causa di rumori, vibrazioni, scuotimenti od altre emanazioni.

Art. 47 – Segnalazioni sonore, sirene e campane

Sono vietati gli abusi di segnalazioni sonore, sirene e campane.
Negli stabilimenti industriali l’uso delle sirene è consentito, dalle ore 7.00 alle ore 21.00, per segnalare gli orari di inizio e di termine del lavoro.
Le segnalazioni di cui al comma precedente devono essere di breve durata, comunque non superiore a dieci secondi, e di intensità moderata.

Art. 48 – Dispositivi sonori di allarme

L’impianto e il funzionamento di segnali d’allarme sonori, installati su edifici o autoveicoli o su altri beni, e percepibili dall’esterno, sono soggetti all’osservanza delle seguenti prescrizioni:
1) il segnale acustico dev’essere predisposto in modo tale da non essere percepito oltre il raggio di duecentocinquanta metri e deve cessare entro quindici minuti prima dall’inizio, anche se il segnale è intermittente;
2) congiuntamente al funzionamento del segnale di allarme acustico installato in edifici, deve entrare in funzione un segnale luminoso a luce lampeggiante di colore rosso, visibile dall’esterno e collocato in punto idoneo a localizzare prontamente la sede da cui proviene l’allarme. Allo stesso fine è facoltativa l’installazione di altri segnali luminosi analoghi nella strada o in altri luoghi di uso comune (scale, pianerottoli, ecc.) in corrispondenza della porta di accesso al locale dal quale è partito il segnale d’allarme.
I segnali di allarme di cui sopra debbono essere installati sugli edifici con l’osservanza delle norme edilizie e non debbono emettere suoni che possano confondersi con le sirene di allarme degli automezzi di soccorso o della polizia.

Art. 49 – Attività rumorose vietate

Sono vietate:
a) le grida dei venditori di merce in genere;
b) la pubblicità sonora;
c) l’uso di amplificatori sonori;
d) il trasporto, il carico e lo scarico di materiali senza le opportune cautele atte ad eliminare o ad attuire i rumori.
Le attività di cui ai punti b) e c) del comma precedente possono essere consentite con autorizzazione del Comune e fatto salvo quanto disposto dalle norme vigenti in materia di pubblicità.
Anche nei casi consentiti, tali attività debbono essere esercitate evitando eccessivo rumore.
Attività rumorose, diverse da quelle sopra indicate, potranno essere individuate e disciplinate dal Sindaco con apposita ordinanza, con cui potrà disporre speciali o particolari prescrizioni.

Art. 50 – Attività professionali rumorose e incomode

L’esercizio di professioni o mestieri rumorosi o incomodi, come pure l’uso di macchine, apparecchi e strumenti che provochino rumori, strepiti o vibrazioni, è vietato negli orari stabiliti con ordinanza del Sindaco.
Salvo quanto disposto dalle norme di igiene per la tutela della salute pubblica, tali limitazioni di orario non si applicheranno nelle zone che, secondo lo strumento urbanistico vigente, sono destinate all’industria e all’artigianato.
Dovranno comunque essere adottate tutte le cautele e gli accorgimenti affinché i rumori siano contenuti al minimo e non oltrepassino i limiti della normale tollerabilità.
L’intensità di rumore accertata all’esterno degli stabilimenti industriali o artigiani dovrà rientrare nei seguenti limiti massimi:
– 60 decibel (B) di giorno;
– 40 decibel (A) di notte, intendendo per notte il periodo compreso dalle ore 20.00 alle ore 07.00 da ottobre a marzo e dalle ore 21.00 alle ore 06.00 da aprile a settembre.
Il rumore dovrà essere rilevato all’uscita dello stabilimento, al suolo e ad una distanza uguale all’altezza del muro.
E’ ammessa una tolleranza di 20 decibel, oltre il rumore di fondo e con un massimo di 45 decibel di notte e di 60 decibel di giorno, quando il rumore di fondo è inferiore a questi valori.
Il Sindaco, per speciali e motivati casi, potrà imporre particolari adempimenti e limitare ulteriormente l’orario delle attività di cui al presente articolo.
Il Sindaco, in casi di accertata necessità, e tenuto conto del pubblico interesse, potrà concedere deroghe per periodi limitati e ponendo eventuali condizioni.

Art. 51 – Rilevamento e repressione delle attività rumorose

La natura ed il grado di intensità dei rumori negli edifici ed all’aperto verranno accertati d’ufficio o a richiesta degli interessati, con l’ausilio dei competenti uffici dell’Unità sanitaria locale.
Qualora il livello sonoro superi i limiti della normale tollerabilità, i responsabili, previa diffida, sono tenuti ad eliminare o a ridurre il rumore ed il disturbo.

Art. 52 – Artisti di strada, mestieri girovaghi con connotazione artistica

Si intendono: a) mestieri girovaghi con connotazione artistica quelli dei ritrattisti, caricaturisti, “scultori” di palloncini e in ogni caso quelle attività di vendita di oggetti creati estemporaneamente sul posto e di norma con offerta libera; b) per artisti di strada: i ballerini, danzatori, giocolieri, madonnari, mimi, musicisti, attori, burattinai, statue viventi, prestigiatori, saltimbanchi, in ogni caso senza l’impiego di palcoscenico, platea o di apprezzabili attrezzature, con il pubblico disposto in cerchio, ovvero svolta in modo itinerante con il pubblico in movimento, grazie alle sole capacità degli artisti ovvero attraverso l’impiego di minimi strumenti ad uso esclusivo degli stessi e che si esibiscano nel rispetto di quanto al presente articolo e la cui eventuale occupazione di suolo pubblico, avuto riguardo ad eventuali attrezzature, sia inferiore a mezzo metro quadrato.
L’interessato svolge l’attività previa segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in base alla normativa vigente.
La SCIA può essere presentata in carta libera a mani, ovvero trasmessa via fax o email al Comando di Polizia Locale.
La segnalazione deve contenere: a) i dati anagrafici del richiedente e di eventuali collaboratori insieme alla copia di un documento di riconoscimento del richiedente e di ciascun collaboratore; b) la tipologia e l’orario dell’attività svolta c) l’indicazione dei luoghi prescelti; d) se l’attività necessita di occupazione di suolo pubblico con strumenti o manufatti, la dichiarazione che questa non eccede il mezzo metro quadrato; e) recapiti (telefono, fax, mail ecc.) per comunicazioni tempestive da parte del Comune. Nel caso in cui l’attività necessiti di occupazione di suolo pubblico con strumenti o manufatti superiore a mezzo metro quadrato, la SCIA dovrà essere corredata dal provvedimento di concessione di suolo pubblico.
La segnalazione così trasmessa, contenuta anche su supporto elettronico, va conservata per tutto il tempo dell’esibizione, deve essere esibita su richiesta degli agenti di Polizia Locale. Il segnalante ed i suoi collaboratori devono svolgere le attività dichiarate insieme e nello stesso luogo.
L’occupazione dello spazio da parte dell’artista è esclusa dall’obbligo preventivo del provvedimento concessorio ai fini dell’applicazione del regolamento COSAP. Sono cause di immediata sospensione dell’attività segnalata l’inosservanza della normativa di pubblica sicurezza, nonché l’inosservanza di leggi e regolamenti comunali in materia di ordine pubblico, sicurezza, viabilità, decoro urbano, occupazione del suolo pubblico, attività rumorose e di tutte le altre norme del presente articolo; la ripetuta violazione delle predette norme è motivo di annullamento della SCIA.
Le attività dovranno avvenire senza l’impiego di amplificazione sonora, palcoscenico, quinte, platea, sedute per il pubblico, attrezzature diverse dagli strumenti tipici dell’attività stessa. È fatto in ogni caso divieto di utilizzare, nella performance, animali di qualsiasi specie.
Qualsiasi attività disciplinata dal presente articolo non potrà avere durata superiore alle 2 ore nello stesso luogo. Trascorso tale termine gli artisti hanno l’obbligo di spostarsi in altro luogo, ad una distanza non inferiore a metri 200, con divieto di tornare nello stesso luogo nell’arco della stessa giornata. Qualsivoglia esibizione che comporti l’emissione di suoni, con la voce o strumenti musicali o simili, non potrà svolgersi contemporaneamente a concerti, spettacoli, esposizioni organizzati da enti pubblici o soggetti privati autorizzati dal Comune, in un raggio inferiore a metri duecento da tali eventi. Resta in ogni caso salvo il regolamento comunale sulla attività rumorose.
Lo svolgimento delle attività è consentito: a) dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 23; b) ovunque fuori dalle mura cittadine e, all’interno delle mura cittadine, nei seguenti luoghi: Piazza Pola, Piazza Rinaldi, Piazza San Vito, Piazza Crispi, Piazza Indipendenza, Piazza Borsa, Piazza Aldo Moro, Piazza Carducci, Piazzetta del Battistero, Piazza Ancilotto, Piazza Monte di Pietà, Piazza Trentin, Giardini di S. Andrea, Piazza S. Parisio, isola della pescheria, nei parchi pubblici e sulle mura cittadine.
Lo svolgimento delle attività è comunque vietato: a) ove sia al momento dell’esibizione esercitata l’attività mercatale; b) nelle immediate adiacenze delle scuole in concomitanza con lo svolgimento dell’attività didattica e dei luoghi di culto in concomitanza con lo svolgimento delle funzioni religiose; c) nei pressi di ospedali, case di cura e case di riposo.
È facoltà dell’Autorità locale di Pubblica Sicurezza di vietare temporaneamente, con propria ordinanza dovuta a specifiche esigenze di ordine pubblico o per altre ragioni ostative contingenti, l’arte in strada ovvero limitarne ulteriormente l’orario in cui essa è consentita.
L’artista di strada non può chiedere il pagamento di biglietti, ticket o comunque pretendere qualsivoglia forma di corrispettivo in denaro per la propria esibizione, dovendo sempre essere l’offerta, da parte del pubblico, del tutto libera. E’ consentito il passaggio “a cappello” tra il pubblico. Né l’artista né i suoi collaboratori potranno importunare in alcun modo i passanti per la richiesta delle offerte.
E’ vietato all’artista esercitare il commercio ambulante, ad eccezione della vendita di proprie opere di carattere creativo e d’ingegno che vengano realizzate nel corso dell’esibizione ovvero che riproducano su supporto durevole (registrazioni audio o video, opere pittoriche dell’artista) l’esibizione dell’artista.
Le attività di cui al presente articolo dovranno avvenire nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti e, in particolare, in materia di circolazione e sicurezza stradale, igiene, inquinamento acustico e ambientale, tutela del diritto d’autore.
Non è consentita alcuna attività che possa, anche solo potenzialmente, arrecare danni a persone e cose. L’artista è personalmente responsabile di eventuali danni a persone e cose causati dalla sua esibizione. E’ assolutamente vietato esibirsi mediante l’uso di fiamme libere.
Qualunque violazione al presente regolamento comporta una sanzione amministrativa pecuniaria compresa fra 25 e 500 euro (ex art. 7 bis TUEL). Nell’ambito del procedimento sanzionatorio relativo alle violazioni di cui sopra si applica l’istituto della diffida amministrativa di cui all’art. 2 bis della L.R. Veneto 10/1977 e successive modifiche e integrazioni. Non si fa luogo a diffida in ipotesi di attività svolta senza SCIA ovvero con SCIA sospesa, annullata o revocata, per vizi esistenti al momento della segnalazione.

Art. 52 bis – Mestieri girovaghi

Fatto salvo quanto previsto dalle norme di pubblica sicurezza, i mestieri girovaghi diversi da quelli di cui al comma 52 sono vietati nell’area urbana compresa entro la cerchia delle mura cittadine e comunque nelle aree già interdette al commercio ambulante come da regolamento vigente in materia.

Art. 53 – Trasporto di oggetti

Il trasporto a mano di oggetti pesanti o voluminosi o pericolosi dev’essere fatto con le opportune cautele e da persone idonee.
Gli oggetti acuminati o taglienti, come vetri, ferri appuntiti, falci, debbono essere muniti degli opportuni ripari durante il trasporto.
Gli oggetti rigidi, come tubi, aste, scale, quando superano la lunghezza di tre metri e vengano trasportati orizzontalmente, debbono venir sorretti da almeno due persone.
Il trasporto di oggetti fragili deve essere effettuato in modo tale da evitare la caduta al suolo dei medesimi o di parte di essi.

Art. 54 – Circolazione e trasporto di animali pericolosi

E’ vietata la circolazione o il trasporto di animali pericolosi se non rinchiusi in apposite ed idonee gabbie o custoditi in altro modo idoneo.

Art. 55 – Deposito di cicli, carrozzelle, carriole

Salvo quanto stabilito dalla norma sulla circolazione stradale, è vietato depositare cicli, ciclomotori, carrozzelle, carriole ed altri veicoli sotto i portici, a ridosso dei monumenti, nei sottopassaggi, a ridosso delle vetrine o degli accessi ai locali, nonché in altri luoghi dove possano arrecare intralcio.
I mezzi di cui al comma precedente, quando arrechino intralcio al pubblico passaggio od alla circolazione, in assenza dei proprietari dei medesimi, potranno essere rimossi dagli agenti della Polizia municipale e depositati in idoneo locale del Comune, per essere restituiti a chi dimostri di averne diritto, previo pagamento delle spese occorse.

Art. 56 – Rovinio di parti o accessori di fabbricati

Oltre a quanto prescritto nel titolo III° del presente regolamento per la nettezza, il decoro e l’ordine del centro abitato, ogni edificio e le sue pertinenze debbono esser tenuti in buono stato di conservazione per evitare pericoli e danni.
Particolare diligenza deve esser rivolta alla buona conservazione dei camini, dei fumaioli, delle balconate, dei cornicioni, dei rivestimenti, degli stemmi, dei tetti, delle grondaie.
Qualora si verifichino improvvisi pericoli di rovina o di caduta di oggetti, i proprietari e coloro che hanno in godimento il fabbricato hanno l’obbligo di provvedere immediatamente ad apporre gli opportuni segnali e ripari a tutela della pubblica incolumità, e di darne contestuale avviso all’Autorità comunale.
Il Comune, in caso di urgente necessità, adotterà i provvedimenti occorrenti per la tutela della sicurezza e della pubblica incolumità con addebito delle spese nei confronti di chi era tenuto a provvedere.

Art. 57 – Collocamento di oggetti di ornamento e di cose mobili in luoghi privati

Gli oggetti di ornamento, come fregi, stemmi, vasi, cassette di fiori, gabbie ed altri oggetti, collocati anche occasionalmente sui balconi, terrazzi o appesi alle pareti, debbono esser assicurati in modo tale da non costituire pericolo e da evitare che possano cadere su luoghi pubblici o di uso comune.
L’innaffiamento o l’irroramento dei fiori o delle piante sui balconi, sui terrazzi, o in altro luogo privato, deve esser fatto in modo che l’acqua o altri liquidi non cadano o si espandano in luoghi pubblici o privati e di pubblico transito.

Art. 58 – Protezioni in occasione di lavori

I marmisti, gli scalpellini, i muratori, i pittori, i decoratori e gli operai in genere, quando lavorano sullo spazio pubblico o nelle adiacenze di luoghi aperti al pubblico, devono provvedere al collocamento di idonei ripari atti ad impedire che strumenti, schegge, detriti, polvere, colori possano cadere sui passanti e che il lavoro sia comunque causa di danno o molestia al pubblico.

Art. 59 – Protezione di pozzi, cisterne, scavi, cave e fosse

I pozzi e le cisterne, devono avere le bocche o le sponde munite di idoneo parapetto di chiusura di altezza non inferiore a m. 1.20 o di altri ripari atti ad impedire che vi cadano persone, animali ed oggetti in genere.
Gli scavi, le cave e le fosse, esistenti in luoghi accessibili, devono essere opportunamente segnalate e delimitate a tutela della pubblica incolumità.

Art. 60 – Apertura di botole e chiusini

E’ vietato sollevare o aprire caditoie, chiusini, botole o pozzetti senza il permesso del Comune.
Le operazioni indicate nel comma precedente possono venir autorizzate con l’osservanza delle opportune cautele per la sicurezza della circolazione stradale e delle persone.

Art. 61 – Pitture e verniciature fresche

Le vetrine, le porte, le cancellate, i muri ed altri manufatti ubicati su spazi pubblici i aperti al pubblico passaggio, dipinti o verniciati o lubrificati di fresco, dovranno esser opportunamente segnalati o riparati.

Art. 62 – Esposizioni

Salvo quanto previsto da particolari disposizioni di legge, il Sindaco potrà vietare o subordinare a particolari prescrizioni le esposizioni o mostre di qualsiasi genere, effettuate anche in locali privati prospicienti luoghi di pubblico transito, quando si ravvisi pericolo per la pubblica incolumità.

Art. 63 – Installazione di tralicci, gru ed altri impianti di sollevamento

Fermo restando quanto previsto dall’art. 11 e seguenti, l’installazione di tralicci, di pali di sostegno, di intelaiature, di ponti di fabbrica, di gru o di altri impianti di sollevamento deve esser effettuata secondo le regole della buona tecnica in modo da evitare pericoli per chi si trovi sul suolo pubblico o aperto al pubblico.
Tali impianti, anche se effettuati su aree private, debbono essere ancorati solidamente o disposti in modo da impedire la loro caduta sul suolo pubblico o aperto al pubblico o sulle altrui proprietà.
I bracci delle gru, nei momenti di inattività, debbono essere lasciati in modo da offrire la minima resistenza al vento.
Resta salvo quanto previsto dalle norme per la prevenzione di infortuni.

Art. 63 bis – Disposizioni su cantieri edili

1) In tutti i cantieri dove si svolgono interventi edilizi, così come previsti dagli artt. 6, 7 e 17 del regolamento edilizio comunale (adottato con D.C.C. del 25.7.2001, n. 475502/49 e successive modificazioni), dev’essere esposta in modo chiaro e visibile dalla pubblica via una tabella delle dimensioni minime di cm. 70 x 100 con le seguenti indicazioni:
– tipo e titolo dell’opera in corso di realizzazione;
– estremi del titolo abilitativo;
– nominativo del committente;
– nominativo del progettista;
– nominativo del direttore dei lavori;
– nominativo del responsabile di cantiere;
– nominativo del responsabile della sicurezza;
– recapito telefonico per emergenze.
2) I cantieri in fregio agli spazi aperti al pubblico devono essere opportunamente recintati. Le recinzioni devono essere di aspetto decoroso, avere altezza non minore di m. 2,00 e, al pari di tutte le altre strutture provvisionali, devono avere requisiti di resistenza, stabilità e protezione conformi alle disposizioni di legge per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
3) Le aperture che si applicano nelle recinzioni provvisorie, devono aprirsi verso l’interno o essere scorrevoli ai lati. Gli angoli sporgenti delle recinzioni provvisorie devono essere evidenziati mediante zebratura e segnaletica stradale, devono essere muniti di luci rosse che devono rimanere accese dal tramonto al levar del sole e devono essere rispettate tutte le prescrizioni indicate nell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico.
4) In cantiere devono essere conservati, a disposizione degli agenti addetti al controllo, il titolo abilitativo che legittima i lavori ( permesso di costruire o d.i.a.) con gli elaborati grafici allegati e ogni ulteriore autorizzazione necessaria in relazione alle modalità esecutive del progetto o della caratteristiche ambientali del luogo.
5) Il committente che interrompa, per qualsiasi ragione, l’esecuzione delle opere, ha l’obbligo di far eseguire tutti quei lavori che, a giudizio insindacabile dell’Amministrazione comunale, risultino necessari per eliminare fonti di pericolo per l’incolumità e l’igiene pubblica.
6) Le violazioni alle prescrizioni di cui al presente articolo sono punite, a norma della D.C.C. n. 11771/7 del 27.2.2004, con la sanzione amministrativa da € 100,00 a € 500,00.

Art. 64 – Carichi sospesi

Le manovre con carichi sospesi sopra aree pubbliche o aperte al pubblico non possono esser effettuate senza autorizzazione del Comune.
Le autorizzazioni vengono concesse nei casi di necessità e nei limiti di ciò che è indispensabile in relazione ai lavori da eseguire

Art. 65 – Recinzioni

Le recinzioni confinanti con le aree pubbliche o aperte al pubblico debbono essere prive di sporgenze acuminate o taglienti o di fili spinati fino all’altezza di m. 2.20.

Art. 66 – Luminarie e cavi elettrici

Le luminarie e gli altri addobbi luminosi, i cavi volanti per la conduzione dell’energia elettrica in via precaria o provvisoria possono esser installati previa autorizzazione dell’Autorità comunale.
Le installazioni di cui al comma precedente debbono esser eseguite secondo le regole della buona tecnica per evitare incidenti e danni alle persone e alle cose, e con l’osservanza delle disposizioni per la prevenzione degli infortuni.

Art. 67 – Uso e manomissione di segnali

E’ vietato alle persone non autorizzate usare o manomettere gli apparati per la regolazione della circolazione stradale o imitare i segnali acustici o luminosi d’uso degli agenti addetti alla viabilità o dei veicoli di soccorso.

Art. 68 – Detenzione e deposito di materie infiammabili

Salvo quanto espressamente disposto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza 18.6.1931, n. 773 e dalle disposizioni del regolamento approvato con R.D. 6.5.1940, n. 635 e relative successive modificazioni, nonché dai decreti del Ministero dell’Interno 31.7.1934 (G.U. 28.9.1934, n. 266) e 12.5.1937 (G.U. 24.6.1937, n. 145) è vietato tenere nell’abitato materiali esplodenti ed infiammabili per l’esercizio della minuta vendita senza autorizzazione dell’autorità comunale.
Tale autorizzazione è altresì necessaria per i depositi di gas di petrolio liquefatti, riguardo ai quali devono anche osservarsi le disposizioni di cui al D.P.R. 28.6.1955, n. 620.
E’ vietato detenere nelle case di abitazione e loro pertinenze, nei negozi, nelle botteghe e negli esercizi in genere, materie liquide, solide o gassose facilmente infiammabili, in quantità superiore a quella d’uso corrente per fini domestici, per il tipo di locale o dell’esercizio.
Per disciplinare quanto stabilito dal precedente comma, il Sindaco, fatto salvo quanto previsto dalla vigente normativa, con apposita ordinanza potrà vietare o stabilire le modalità per la detenzione ed il deposito dei combustili in questione.

Art. 69 – Impianti, contatori e bombole del gas

Tutti gli impianti fissi funzionanti a gas combustibile, provvisti o meno di camino, dovranno essere installati secondo le norme tecniche di sicurezza e dovranno avere i requisiti indicati dalle norme di prevenzione degli incendi.
Il titolare o l’utente dell’impianto dovrà avere una dichiarazione compilata dall’installatore o da un tecnico qualificato da cui risulti che l’impianto stesso è conforme alle norme di cui al comma precedente.
Salvo diverse disposizioni di legge previste per la potenzialità e quantità, i contatori di gas e le bombole devono essere collocati in locale aerato direttamente dall’esterno, con esclusione del vano scale.
E’ fatto assoluto divieto di depositare od utilizzare bombole con peso specifico del gas superiore a 0,8 in locali interrati o semi interrati.
Quando risulti possibile, in relazione alla ubicazione e struttura del locale, i contatori e le bombole devono essere collocati all’aperto.

Art. 70 – Indicazione del recapito di persone per casi di emergenza

Coloro che gestiscono negozi, botteghe, laboratori, pubblici esercizio od amministrano condomini, sono autorizzati a collocare all’esterno dell’edificio, in prossimità dell’ingresso principale, sulle saracinesche o in altro luogo facilmente visibile, una targa delle dimensioni massime di cm 10×20 contenente la scritta: “in caso di emergenza chiamare ………………………”, seguita dal cognome e nome, indirizzo e numero di telefono della persona alla quale sia possibile rivolgersi, quando i locali sopra indicati siano chiusi o temporaneamente disabitati.
Il Sindaco, con propria ordinanza, potrà rendere obbligatoria l’esposizione della targa di cui al comma precedente.

Art. 71 – Altri divieti per la prevenzione di incendi e di esplosioni

Allo scopo di prevenire incendi ed esplosioni, è vietato:
1) usare, manipolare o travasare a contatto del pubblico prodotti esplosivi e gas al di fuori dei luoghi a ciò destinati e autorizzati;
2) usare fiamme libere per lavori in impianti, in cisterne, in tubazioni in cui possano esservi tracce di prodotti infiammabili o esplodenti;
3) far uso di fiamme od accendere fuochi in luogo pubblico o privato, senza giustificato motivo e senza le dovute cautele, in particolare nelle zone alberate, in quelle a vegetazione arborea o arbustiva, o nelle loro vicinanze;
4) depositare in luoghi di pubblico transito recipienti, serbatoi, cisterne contenenti sostanze infiammabili o esplodenti o loro residui, nonché stazionare con veicoli, usati o adibiti per il trasporto delle suddette sostanze, nelle adiacenze di fabbricati o di altri luoghi frequentati da persone;
5) porre, lasciar cadere o disperdere sul suolo pubblico materie infiammabili che possano esser causa di inquinamento o di incendio;
6) impedire o intralciare in qualsiasi modo e con qualsiasi mezzo l’accesso o l’uso di mezzi installati o predisposti per la prevenzione di incendi.
Fermo restando quanto stabilito dalle norme di legge per la prevenzione di incendi, nonché dall’art. 36 del presente regolamento e dal punto 3) del comma precedente, è vietato dar fuoco nei campi, nei prati, nei giardini o nei parchi, alle stoppie ed agli arbusti non estirpati ed insistenti al suolo, prima del quindici agosto e ad una distanza minore di cento metri dalle case, dagli edifici, dalle piantagioni, dalle siepi, dai mucchi o depositi di materiale infiammabile o combustibile e dalle ferrovie.
Chi ha acceso il fuoco, nei modi e nei tempi consentiti, deve adottare le cautele necessarie a difesa della proprietà altrui; deve assistere di persona e con mezzi adeguati, fino a quando il fuoco è spento, al fine di impedire il propagarsi di incendi.

Art. 72 – Uso delle risorse idriche potabili

Qualora sia necessario regolamentare o limitare l’uso delle risorse idriche, onde evitare disagi alla collettività, il Sindaco potrà vietare o disciplinare l’uso di acqua potabile della rete idrica pubblica per innaffiare orti e giardini, per lavare veicoli o per altre attività di volta in volta individuate con apposita ordinanza.

TITOLO V – COMMERCIO FISSO ED AMBULANTE – ESERCIZI PUBBLICI

Art. 73 – Obbligo di vendita

Coloro che esercitano il commercio non possono, senza giustificato motivo, rifiutare l vendita della merce secondo gli usi e nelle quantità normalmente richieste dai consumatori.

Art. 74 – Condizione dei locali e delle attrezzature di vendita

Salvo quanto previsto dalle norme di igiene e sanità, i locali adibiti al commercio ed i pubblici esercizi, i laboratori debbono esser mantenuti costantemente puliti, in stato decoroso, e, quando siano aperti al pubblico, sufficientemente illuminati.
Nei locali indicati nel comma precedente non possono essere assunti comportamenti né essere svolte attività incompatibili con la destinazione del locale o dell’esercizio.
Gli esercenti il commercio ambulante con posto fisso debbono servirsi di un banco decoroso e tenerlo con cura.
Le tende in genere, interne o esterne, debbono essere tenute in buono stato di pulizia e di manutenzione.

Art. 75 – Indicazione del peso delle merci

Fatto salvo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di vendita a peso netto, gli esercenti il commercio, quando vendono merci a peso, sono tenuti, a richiesta dell’acquirente, ad indicare per iscritto sui pacchi il peso della merce, al netto della tara.

Art. 76 – Esposizione dei prezzi

Fatti salvi gli obblighi e le esenzioni espressamente previste per talune merci dalle disposizioni di legge per il commercio, chiunque espone merci per la vendita al minuto al pubblico, deve indicare il prezzo sulle medesime.
L’obbligo di cui al comma precedente non si applica alle merci e prodotti commissionati dai clienti.

Art. 77 – Carta da avvolgere

Fermo restando quanto disposto dalla normativa vigente, nei punti e luoghi di vendita è vietato recuperare la carta già usata e riutilizzarla per avvolgere generi commestibili.

Art. 78 – Limiti per il commercio ambulante senza posto fisso

E’ vietato il commercio in forma itinerante lungo le strade comprese nell’area delimitata dalle cerchia della mura cittadine.
Il commercio in forma itinerante potrà essere vietato altresì nelle altre strade ed aree individuate dal Sindaco con apposita ordinanza.
Eventuali deroghe potranno essere autorizzate dal Sindaco, sentita la commissione per il commercio ambulante.
Nell’area di cui al comma primo e secondo, sono vietati, senza apposito permesso del Comune, anche gli altri mestieri girovaghi.
E’ vietata la sosta di attesa per un tempo superiore a quello strettamente necessario al servizio della clientela presente.

Art. 79 – Contegno degli esercenti il commercio

Gli esercenti il commercio, nonché i loro dipendenti a contatto con pubblico, sono tenuti a comportarsi correttamente con le persone con le quali entrino in rapporto per motivi commerciali.
E’ vietato agli esercenti il commercio gridare od usare amplificatori per reclamizzare le proprie merci o per altri motivi, come pure attirare clienti in modo petulante e sconveniente o con giuochi o scommesse.
Gli esercenti hanno l’obbligo di usare vestiti, e quando occorra, grembiuli, camici, copricapi ed altri indumenti, decorosi e puliti. In particolare i macellatori, i macellai ed i salumieri non possono indossare in luogo pubblico o aperto al pubblico indumenti intrisi di sangue.
Resta vietato agli esercenti altercare tra loro, usare modi, gesti e frasi sconvenienti.
In caso di recidiva, oltre all’applicazione delle sanzioni pecuniarie, il Sindaco potrà sospendere i trasgressori dall’esercizio del commercio nel territorio comunale per la durata massima di sette giorni.
Il Sindaco potrà disporre la sospensione dell’esercizio per una durata superiore a sette giorni, dopo aver sentito il parere della commissione per il commercio fisso od ambulante.

Art. 80 – Chiusura temporanea di negozi, laboratori, esercizi pubblici e di altri locali eroganti servizi al pubblico

Salvo fondati motivi di impossibilità, la chiusura temporanea di negozi, laboratori, esercizi pubblici e di altri locali eroganti servizi al pubblico deve essere resa nota con apposito manifesto esposto in luogo ben visibile e con almeno tre giorni di anticipo.
Il manifesto, con l’indicazione dei giorni o del periodo di chiusura, deve rimanere esposto fino alla riapertura del locale.
Nel periodo estivo ed in altre occasioni particolari nelle quali è prevista la chiusura contemporanea e prolungata di molti esercizi, con ordinanza del Sindaco, previa intesa con le categorie interessate, potrà essere predisposto un piano, affinché venga tenuto aperto un numero di locali sufficiente ad assicurare i servizi alla cittadinanza.

Art. 80 bis

L’installazione ed il funzionamento di apparecchi radio, televisivi e di riproduzione sonora e visiva all’interno di esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e in pubblici esercizi non è soggetta al rilascio della licenza di cui all’art. 68 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. 18.6.1931, n. 773, quando i trattenimenti predetti vengano effettuati in forma strettamente sussidiaria e strumentale rispetto all’attività principale e non siano svolti in locali appositamente allestiti o a ciò destinati in via esclusiva.
L’uso degli apparecchi radio o di riproduzione sonora in genere deve cessare alle ore 23,00, salvo che il locale non sia adeguatamente insonorizzato, da attestarsi tramite perizia giurata di un tecnico abilitato, oppure qualora per la particolare localizzazione dello stesso la diffusione della musica non possa in alcun modo costituire elemento di disturbo della quiete pubblica avuto riguardo all’ubicazione dell’esercizio stesso rispetto ad insediamenti abitativi; in tali ipotesi gli apparecchi potranno essere usati fino all’orario di chiusura dell’esercizio; in ogni caso il suono non deve essere percepito nelle abitazioni vicine, sia a finestre aperte che chiuse.
L’utilizzo di apparecchi televisivi è soggetto alle seguenti modalità:
a) gli apparecchi televisivi devono essere collocati in maniera tale da non intralciare il flusso e la sosta della clientela;
b) devono essere evitati gli affollamenti che possono rendere difficile, rispetto alla normale ricettività del locale, il flusso degli avventori e, comunque, mettere a repentaglio l’incolumità pubblica;
c) gli apparecchi televisivi non devono essere visibili dall’esterno del locale e devono essere tenuti a basso volume;
d) l’uso degli apparecchi deve cessare a partire dalle ore 23,00, salvo che il locale non sia adeguatamente insonorizzato (da attestarsi tramite perizia giurata da tecnico abilitato) oppure qualora per la particolare localizzazione dello stesso la diffusione della musica non possa in alcun modo costituire elemento di disturbo della quiete pubblica, avuto riguardo all’ubicazione dell’esercizio stesso rispetto ad insediamenti abitativi; in tali ipotesi gli apparecchi potranno essere usati fino all’orario di chiusura dell’esercizio; in ogni caso il suono non deve essere percepito nelle abitazioni vicine, sia a finestre aperte che chiuse;
e) durante le trasmissioni non devono essere spente o attenuate le luci dell’esercizio e il locale deve conservare la normale sistemazione e collocazione degli arredi, per evitare che si trasformi, con la disposizione in fila di sedie o panche, in una sala televisiva vera e propria;
f) non deve essere corrisposto alcun compenso da parte degli avventori per la visione dei programmi sia sotto forma di biglietto di ingresso sia di maggiorazione del prezzo delle consumazioni.
L’esercizio prolungato oltre le ore 23,00 delle succitate attività di trattenimento è soggetto a comunicazione da parte del titolare del pubblico esercizio, il quale dovrà produrre al settore attività produttive la perizia giurata di un tecnico abilitato comprovante l’insonorizzazione del locale.

Art. 80 ter

La realizzazione di trattenimenti musicali e simili, esclusi i trattenimenti danzanti, all’interno di esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e in pubblici esercizi è soggetta a denuncia di inizio attività ai sensi dell’art. 68 del T.U.L.P.S. approvato con R.D. 18.6.1931, n. 773, Qualora i trattenimenti predetti vengano effettuati in forma strettamente sussidiaria e strumentale rispetto all’attività principale di somministrazione e non siano svolti in locali appositamente allestiti o a ciò destinati in via esclusiva, l’esercizio di detta attività non è assoggettato alla licenza di agibilità di cui all’art. 80 del T.U.L.P.S..
L’esercizio di dette attività dovrà essere svolto nel rispetto delle seguenti prescrizioni:
1) il volume sonoro deve essere contenuto in modo da consentire la corretta audizione limitatamente all’area dell’esercizio, tale da non essere da richiamo per il pubblico all’esterno dello stesso;
2) l’attività di trattenimento deve cessare entro le ore 23,00, salvo che il locale non sia adeguatamente insonorizzato (da attestarsi tramite perizia giurata di un tecnico abilitato) oppure qualora per la particolare localizzazione dello stesso la diffusione della musica non possa in alcun modo costituire elemento di disturbo della quiete pubblica avuto riguardo all’ubicazione dell’esercizio stesso rispetto ad insediamenti abitativi; in tali ipotesi il trattenimento potrà essere protratto fino all’orario di chiusura dell’esercizio; in ogni caso il suono non deve essere percepito nelle abitazioni vicine, sia a finestre aperte che chiuse;
3) gli impianti elettrici devo essere realizzati da personale abilitato ed in conformità alle vigenti disposizioni di legge (legge n. 46/1990);
4) l’uso di strumenti o riproduttori di suoni e altoparlanti in genere è consentito solo se esercitato con  moderazione, in modo da non arrecare molestia o disturbo alla quiete pubblica;
5) non deve essere corrisposto alcun compenso da parte degli avventori in occasione dei trattenimenti suesposti, sia sotto forma di biglietto di ingresso sia sotto forma di maggiorazione del prezzo delle consumazioni;
6) è vietata la modifica delle strutture e degli arredi dell’esercizio atta a realizzare spazi funzionali in via prevalente alla fruizione da parte della clientela del trattenimento rispetto all’attività principale.

Art. 80 quater

Le trasgressioni alle prescrizioni contenute negli artt. 80 bis e 80 ter saranno punite secondo quanto previsto dalla legge 24.11.1981, n. 689 e successive modificazioni e dall’art. 106 del testo unico della legge comunale e provinciale, approvato con R.D. 3.3.1934, n. 383 e successive modificazioni ed integrazioni, con una sanzione amministrativa in forma ridotta di L. 300.000, fatta salva l’applicazione delle maggiori sanzioni pecuniarie, nonché di quelle accessorie, previste in caso di violazione di specifiche norme di legge, e con particolare riferimento all’art. 10, 2° comma, della legge 447/1995 e all’art. 659 del codice penale.
Nel caso in cui l’esercizio delle attività di cui al precedente articolo comporti inquinamento acustico o disturbo alla quiete pubblica, si procederà alla riduzione dell’orario di esercizio dell’attività a norma dell’art. 5 della legge regionale 14.9.1994, n. 40, fatte salve le sanzioni previste da particolari disposizioni di legge.

TITOLO VI° – NORME DI PROCEDURA PER L’ACCERTAMENTO DELLE TRASGRESSIONI E PER L’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI

Art. 81 – Accertamento, contestazione e definizione delle trasgressioni

Per l’accertamento delle trasgressioni, la contestazione, la notificazione delle medesime e per la definizione degli accertamenti, per l’introito e devoluzione dei proventi delle somme riscosse, si osservano, in quanto applicabili, le norme del testo unico della legge comunale e provinciale e della legge 24.11.1981, n. 689.

Art. 82 – Rimessione in pristino

Quando la trasgressione abbia arrecato danni al Comune, il Sindaco potrà ordinare al trasgressore ed alla persona civilmente obbligata o solidamente responsabile la rimessione in pristino o l’eliminazione delle conseguenze dannose, entro un congruo termine.
In caso di inadempimento, il Sindaco potrà far eseguire gli occorrenti lavori d’ufficio, addebitando le spese agli interessati.

TITOLO VII° – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 83 – Abrogazione di norme preesistenti

Il presente regolamento abroga:
1) il regolamento di polizia urbana, deliberato dal Consiglio comunale in data 20.3.1919, n. 6010;
2) ogni altra disposizione regolamentare comunale contraria o incompatibile con la presente normativa.

Art. 84 – Entrata in vigore

Il presente regolamento, previa approvazione e pubblicazione nelle forme di legge, entrerà in vigore a partire dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui ha acquistato efficacia per effetto della approvazione da parte degli organi competenti.

APPENDICE

Sanzioni amministrative per le violazioni al presente regolamento (deliberazione di Consiglio comunale n. 11771/7 del 27.2.2004)

Regolamento
di polizia urbana
Articolo Limiti edittali
ostensibilità dei titoli 4 da euro 25,00 a euro 150,00
occupazione abusiva di suolo pubblico o non conforme al titolo dal 6 al 12
e
16-17 c.1°
da euro 25,00 a euro 75,00
per ogni mq. o frazione e con il limite max. sanzionabile di 10 mq.
obblighi o divieti per i titolari di autorizzazione o concessione per occupazione suolo pubblico 13 da euro 77,00 a euro 500,00
installazione di tende senza titolo o in violazione alle norme 14 da euro 50,00 a euro 500,00
installazione di insegne, targhe, bacheche, vetrine, manifesti, ecc. 15 e 25 da euro 25,00 a euro 75,00
e con il limite max. sanzionabile di nr.10
esposizione di derrate all’esterno dei negozi – prescrizioni 17.2.3 da euro 50,00 a euro 500,00
imbrattamento, danneggiamento, deturpamento del suolo, degli edifici, scarico ed abbandono di rifiuti 18 da euro 100,00 a euro 500,00
pulizia di area pubblica o di uso pubblico dagli esercenti 19 da euro 50,00 a euro 500,00
manutenzione di scarpate e fossi lungo le strade 20 da euro 75,00 a euro 500,00
atti di pulizia personale e soddisfacimento delle necessità fisiologiche fuori dei luoghi a ciò destinati 21 da euro 75,00 a euro 500,00
manutenzione degli edifici 22 da euro 75,00 a euro 500,00
deturpamento di edifici pubblici e privati 23 da euro 75,00 a euro 500,00
lancio di manifestini -prescrizioni 24 da euro 75,00 a euro 500,00
lavori artigianali in luoghi di pubblico transito 26 da euro 25,00 a euro 250,00
lavatura – esposizione panni e biancheria 27 da euro 25,00 a euro 250,00
battitura di panni e tappeti 28 da euro 25,00 a euro 150,00
pulizia anditi, vetrine, negozi, accessi e abitazioni, intralcio, molestie, prescrizioni 29 da euro 50,00 a euro 250,00
scarichi pubblici e privati – otturazioni – intasamenti 30 da euro 75,00 a euro 500,00
deposito ed asporto rifiuti solidi urbani – prescrizioni 31 da euro 75,00 a euro 500,00
trasporto di letame, materiale di espurgo e cose maleodoranti – concimazione terreni – modalità – prescrizioni 32 da euro 75,00 a euro 500,00
trasporto materiali di facile dispersione – modalità – limiti 33 da euro 75,00 a euro 500,00
sgombero neve – ghiaccio -prescrizioni 34 da euro 25,00 a euro 250,00
scarico residui di costruzione e riparazioni – modalità – limiti 35 da euro 75,00 a euro 500,00
emissione fumi ed esalazioni -polveri 36 da euro 75,00 a euro 500,00
altri atti vietati 37 da euro 25,00 a euro 250,00
sosta caravan, autocaravan / tende carri abitazione – prescrizioni 38 euro 75,00 a euro 500,00
per ogni mezzo, veic. tenda
quiete-sicurezza nel centro abitato-prescrizioni 39 da euro 75,00 a euro 500,00
cortei, cerimonie, riunioni in luogo pubblico – adempimenti 40 da euro 35,00 a euro 250,00
custodia e detenzione animali 41 da euro 25,00 a euro 250,00
circolazione cani in luogo pubblico o aperto al pubblico 42 da euro 35,00 a euro 250,00
impedire agli addetti la cattura dei cani 43.2 da euro 35,00 a euro 250,00
molestie e sofferenze agli animali 44 da euro 75,00 a euro 500,00
rumori e suoni nelle abitazioni o altri locali – limiti 45 da euro 25,00 a euro 250,00
impianto e uso macchinari nelle abitazioni – modalità 46 da euro 35,00 a euro 250,00
segnalazioni sonore – sirene -impianti allarme 47 e 48 da euro 25,00 a euro 250,00
attività rumorose vietate 49 da euro 75,00 a euro 500,00
mestieri e professioni rumorosi – inosservanze
(sanzione della L.R. 21/99)
50 da euro 103,00 a euro 516,00
mestieri girovaghi senza autorizzazione interno mura 52 da euro 75,00 a euro 500,00
trasporto di oggetti – cautele 53 da euro 25,00 a euro 250,00
circolazione e trasporto di animali pericolosi – cautele 54 da euro 100,00 a euro 250,00
deposito cicli, ciclomotori, ecc. – intralcio 55 da euro 25,00 a euro 150,00
stato di conservazione degli edifici – prescrizioni 56 da euro 75,00 a euro 500,00
oggetti di ornamento – inaffiamento fiori – cautele 57 da euro 25,00 a euro 150,00
protezioni in occasione di lavori 58 da euro 100,00 a euro 500,00
protezione pozzi, cisterne, scavi, ecc. 59 da euro 100,00 a euro 500,00
apertura botole e chiusini 60 da euro 75,00 a euro 500,00
pittura e vernici fresche – segnalazioni – ripari –

esposizioni

61 e 62 da euro 25,00 a euro 150,00
installazione di tralicci – gru – impianti sollevamento –

carichi sospesi

63 e 64 da euro 100,00 a euro 500,00
recinzioni prescrizioni 65 da euro 100,00 a euro 500,00
installazione luminarie, cavi elettrici – modalità – limiti 66 da euro 50,00 a euro 500,00
uso e manomissione di segnali 67 da euro 100,00 a euro 500,00
detenzione e deposito materie infiammabili – prescrizioni

impianti – contatori e bombole gas

68 e 69 da euro 100,00 a euro 500,00
negozi – botteghe – laboratori -indicazione recapito in caso

emergenza se prescritto con ordinanza del sindaco

70 da euro 25,00 a euro 250,00
altri divieti per la prevenzione incendi ed esplosivi 71 da euro 75,00 a euro 500,00
uso di risorse idriche, inosservanza alle ordinanze 72 da euro 50,00 a euro 500,00
commercio fisso ed ambulante – obbligo di vendita 73 da euro 25,00 a euro 250,00
condizioni dei locali e delle attrezzature di vendita 74 da euro 50,00 a euro 500,00
iscrizioni del peso delle merci su richiesta acquirente –

esposizione dei prezzi

75 e 76 da euro 50,00 a euro 500,00
riutilizzo di carta usata per avvolgere commestibili 77 da euro 50,00 a euro 500,00
limitazioni al commercio in forma itinerante 78 da euro 50,00 a euro 500,00
contegno degli esercenti il commercio 79 da euro 25,00 a euro 250,00
chiusura temporanea negozi -laboratori – esercizi

pubblici – modalità – prescrizioni

80 da euro 25,00 a euro 250,00
funzionamento apparecchi radio, televisivi, ecc. in pubblici esercizi – prescrizioni 80 bis da euro 75,00 a euro 500,00
trattenimenti musicali

in pubblici esercizi – prescrizioni

80 ter da euro 75,00 a euro 500,00

Ai sensi dell’art. 16 della legge 24.11.1981, n. 689, il trasgressore è ammesso al pagamento in misura ridotta entro sessanta giorni dalla notifica o contestazione della violazione di un importo pari alla terza parte del massimo o del doppio del minimo se più favorevole.

NOTE:

Settore / Servizio responsabile: Comando Polizia locale
Approvazione / Ultima modifica: Deliberazione di Consiglio comunale n. 48 del 28.10.2019
Contenuto ultima modifica: inserimento articolo 37 quinquies


Data ultima modifica: 21/02/2020